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Giugno il mese in onore della dea Giunone: mitologia, origine e storia

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Giugno, denominato anche Mese del Sole o Mese della Libertà, era il mese in onore della dea Giunone, moglie di Giove. Nel nuovo appuntamento della rubrica ClassicaMente, origini, mitologia e culti del sesto mese dell’anno.

Giugno, la Dea Giunone e le origini del nome: Junius

Dea Giunone – Photo Credits: roma.com

Sesto mese dell’anno Giugno, nella mitologia latina, era il mese della luce dedicato alla Dea Giunone. Il suo appellativo, Mese del Sole, deriva dal fatto che il 21º giorno del mese, ovvero quando è in atto il solstizio d’estate, l’asse terrestre presenta un’inclinazione tale da garantire, solo in questo giorno dell’anno, la massima durata di luce nell’arco delle 24 ore correnti; in contrapposizione, quindi, con il solstizio di inverno che cade il 22 dicembre e si configura come il mese più corto dei 365 giorni. Il nome Giugno deriva dal mese romano Junius: secondo Ovidio, tale denominazione, trarrebbe origine da juniores, ovvero, ”i giovani”. Gli antichi romani, infatti, dedicavano questo mese ai ragazzi in quanto Romolo, precedentemente, aveva diviso la popolazione romana in due scissioni.

Da un lato i maggiori, gli adulti anziani; dall’altro i minori: giovani abili alle armi in modo tale che gli adulti fossero utili e governassero attraverso la saggezza dovuta alle esperienze, all’assennatezza, e all’età. I giovani, invece, davano il loro contributo attraverso la vigoria propria della gioventù: con la forza esercitata attraverso le armi e in difesa del proprio territorio. Maggio, invece, era il mese dedicato agli anziani del popolo quali custodi del Mos Maiorum. Come afferma Ovidio nei Fasti:

”Romolo organizzò il popolo dividendolo in due parti, in base all’età. Uno era pronto a dare consigli, l’altro a combattere. Uno decide la guerra, l’altro la conduce. Quindi divise i mesi allo stesso modo: giugno per i giovani, il mese prima per gli anziani.”

 

Origine del nome legato alla sposa di Giove

Sull’origine del nome del mese di Giugno esiste anche un’ulteriore ipotesi: quella legata al culto della Dea Giunone. Juno (Giunone), sposa di Giove era la divinità a cui erano sacre le Calende di ogni mese ( il primo giorno di ciascun mese nel calendario romano). Giunone Lucina era anche la Dea protettrice delle nascite: a questo proposito, in via del tutto allegorica, era anche la divinità che presiedeva la nascita di ogni mese del calendario romano. Successivamente, alle Calende di Giugno le fu dedicato un rituale specifico, in ricordo di un tempio a lei dedicato edificato, in precedenza, sul Campidoglio. Per l’occasione, la Dea Giunone, si nominava con l’appellativo Moneta: colei che avverte, l’ammonitrice. Il tempio dedicato alla Dea datato 345 a.C., si edificò per volere di Lucio Furio Camillo per ringraziare Giunone di aver salvato i Romani dai Galli di Brenno, cinquant’anni prima.

Giugno e il culto della dea Giunone: fra leggende e miti

Giunone, corrispettivo latino della figura di Hera appartenente alla mitologia greca, fu la principale divinità femminile della religione romana. Giunone era la Dea degli animali: alcuni, come il pavone o le stesse oche, le erano sacri. Divinità del matrimonio – da cui il retaggio che, il mese di Giugno, sia il mese propizio per i matrimoni – della fecondità e del parto. La sua iconografia è spesso rappresentata con una robusta corporatura dal fisicità florida. Alla divinità appartiene un altro appellativo: Giunone Moneta. La leggenda narra che nel 390 a.C. durante l’assedio dei Galli, le oche sacre alla dea iniziarono a starnazzare svegliando Marco Manlio; quest’ultimo, organizzò un attacco che respinse gli invasori. In onore di Giunone fu edificato un tempio sul colle del Campidoglio. Alla Dea si diede l’appellativo di Moneta per aver avvertito i romani del pericolo, grazie alle oche a lei sacre. Nel 269 a.C., adiacente al tempio, fu costruita la Zecca, dove venivano coniate le monete. Dall’appellativo Moneta, riferito alla stessa divinità, derivò in seguito il nome dell’ officina di coniazione chiamato appunto Moneta, che in età repubblicana era attigua proprio nelle vicinanze del tempio di Giunone.

Stella Grillo

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Stella Grillo

Io sono ancora di quelli che credono, con Croce, che di un autore contano solo le opere. (Quando contano, naturalmente.) Perciò dati biografici non ne do, o li do falsi, o comunque cerco sempre di cambiarli da una volta all'altra. Mi chieda pure quello che vuol sapere e glielo dirò. Ma non le dirò mai la verità, di questo può star sicura. Italo Calvino
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