Un violento terremoto di magnitudo 7.9 ha colpito il sud-est della Turchia, Siria e i Paesi confinanti poco dopo le 2 ora italiana. Con il passare delle ore il quadro della situazione diventa sempre più drammatico. Le autorità turche parlano di 284 morti e 2.232 feriti. Il bilancio provvisorio, fornito dal vicepresidente turco Fuat Oktay, contava anche 1.710 edifici crollati in dieci province del sud-est anatolico, con Gaziantep e Kahramanmaras le più colpite

Al momento in Turchia si registrano almeno 76 morti, nel nord della Siria almeno 237. I feriti in totale sono circa un migliaio. “Seicentotrentanove persone sono rimaste ferite e 237 sono state uccise nelle province di Aleppo, Latakia, Hama e Tartus”, ha dichiarato il ministero della Sanità in un comunicato. In precedenza, un ospedale aveva riferito all’agenzia di stampa Afp che il terremoto ha ucciso almeno otto persone nelle aree settentrionali controllate dalle fazioni filo-turche, portando il totale dei morti nel Paese dilaniato dalla guerra ad almeno 245.
Secondo i dati dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) italiano e del servizio di monitoraggio geologico statunitense Usgs, il sisma in Turchia ha avuto ipocentro a circa 25 km di profondità ed epicentro nella provincia di Gaziantep. Numerose scosse di assestamento hanno seguito, la prima, con la più forte, 11 minuti dopo, di magnitudo 6,7. Secondo la Bbc, a Dyarbakir, nel sudest del Paese, sarebbe crollato un centro commerciale.
Oltre 1.500 i morti in Turchia e Siria al momento
Il forte terremoto che ha colpito Turchia e Siria ha provocato più di 1.500 morti, almeno 912 morti e più di 5.300 feriti solo in Turchia e altre 592 vittime in territorio siriano. Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha annunciato l’ultimo bilancio di morti e feriti in Turchia, ma poiché i soccorsi sono ancora in corso, ha rifiutato di fornire un numero totale di possibili vittime.
“È il secondo più forte dal terremoto di Erzincan del 1939. Secondo le ultime valutazioni è pari a 7,7. Ci sono gravi danni anche nelle zone limitrofe della Siria”, ha detto il leader turco, confermando che più di 2.800 case sono state segnalate come crollate o gravemente danneggiate e che 2.470 persone sono state salvate vive dalle macerie.





