Cultura

Francesco II, l’ultimo erede di Partenope

Francesco d’Assisi Maria Leopoldo di Borbone-Due Sicilie. Questo il nome completo di Francesco II l’ultimo sovrano del Regno partenopeo. Nasce il 16 Gennaio del 1836 da Ferdinando II e Maria Cristina di Savoia (figlia di Vittorio Emanuele I). Di spirito mite e pacifico, riceve un’educazione non propriamente adatta ad un futuro regnante: culturalmente limitata e lontana dalla cura e consapevolezza degli affari di Stato.

Francesco II di birbone-photo credits:vesuviolive.it
Francesco II di Borbone dagli spalti di Gaeta © vesuviolive.it

Francesco II sul trono delle Due Sicilie

Il 22 Maggio 1859 con la morte del padre Ferdinando II, Francesco II sale al trono del Regno di Napoli. Se all’inizio segue le linee politiche del padre, in seconda istanza, causa la sua indole di uomo pio e mite, lascia che sia la giovane moglie Maria Sofia di Baviera, poco più che diciottenne, a prendere le redini dello Stato. Intanto, però, Garibaldi era alle porte del Meridione. Malcontenti, intrighi e complotti non tardano ad arrivare ed è proprio in questo periodo di Regno che il sovrano dimostra una grande apertura e benevolenza verso i suoi sudditi. Applica riforme (con un Atto Sovrano concede al popolo partenopeo lo Statuto); promuove progetti di ampliamento e di miglioramenti infrastrutturali e cerca di far fronte generosamente alla carestia che nel frattempo stava dilagando nel Regno.

Pur tuttavia a nulla valsero gli sforzi del Sovrano. Dopo lo sbarco dei Mille a Marsala fu sorprendentemente rapida l’ascesa dell’esercito delle camicie rosse verso Napoli tanto che costrinsero il Re a fuggire verso Gaeta. Francesco II abbandona, così, la capitale per sempre. La speranza di rivedere le terre partenopee sarà una dolorosa costante per tutta la vita del Sovrano.

Franceschiello depone Francesco II

Il 13 Novembre 1860 la fortezza di Gaeta è teatro dell’ultima resistenza da parte dell’esercito borbonico: inizia un assedio che durerà mesi in cui il Re ha modo di mostrare tutto il suo valore combattendo in prima linea durante l’estrema battaglia. Il 13 Febbraio dell’anno successivo, però, capitola l’ultimo baluardo partenopeo. Nonostante la prova di valore, i cronisti dell’epoca gli conferiranno l’epiteto di Franceschiello per ridicolizzare un Sovrano che aveva perduto il suo trono. Ormai Francesco II di Borbone è deposto. Il Re fa rotta verso Roma trovando asilo presso la Corte Pontificia, prima al Quirinale e dopo a Palazzo Farnese. Qui rimarrà fino al 1870 non senza vani tentativi di organizzare una controffensiva armata all’interno del territorio partenopeo ormai annesso al Regno di Sardegna. Negli anni successivi, una volta che il Regno di Italia viene riconosciuto dalle potenze europee, si ritira come privato cittadino ad Arco in Trentino, ancora territorio austriaco, dove morì nel 1894.

Franceschiello, il Re, l’uomo e il Servo

Il 20 Dicembre del 2020 non è Francesco II di Borbone ad essere proclamato Servo di Dio, avviando, così, la sua causa di beatificazione; bensì Franceschiello. Non il Re ma l’uomo. A discapito di ogni ideologia storico politica, la figura di Francesco II rimane quella di un Sovrano mite e devoto ai suoi sudditi. Non avvelenato da bramosie espansionistiche o belligeranti, difese non il suo trono ma il suo Popolo, almeno, quella schiera rimasta fedele alla Corona. L’annessione al Regno di Sardegna, d’altronde, si rivelò inevitabile e anche appoggiata da forze interne al Regno stesso. Un uomo mite come Franceschiello, forse, non ha la forza di cogliere una vitale, o drammatica, realtà della Storia: per compiere un passo in avanti è necessario lasciarsi qualcosa alle spalle.

Paolo de Jorio

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