La Procura di Nizza ha aperto un’inchiesta sulla morte di Jeanpormanove, nome “d’arte” di Raphael Graven. Lo streamer è morto in Francia questa mattina 46 anni, in diretta davanti a migliaia di follower. Infatti andava avanti da più di 10 giorni una diretta streaming dove l’uomo era sottoposto ad umiliazioni e sevizie.

Streamer morto in Francia dopo 300 ore di sevizie streaming

Ad attirare l’attenzione delle forze dell’ordine in particolare sono due nomi. Si tratta di due streamer noti come “Naruto” e”Safine”. I due già su Twitch l’avevano già spinto a sottoporsi a prove estreme, torture e sfide di sopravvivenza. Twitch, con il suo regolamento “severo”, era stata alla fine abbandonata da Raphael, che si era invece trasferito su Kick, con regolamenti meno restrittivi. Nonostante ancora non ci sia correlazione tra la morte e i due streming, Naruto in un vecchio video avrebbe letto in diretta un messaggio inviato dal defunto a sua madre. Le confessava infatti di essere tenuto prigioniero e di volersene andare, stufo di questo “gioco della morte”. I due erano già stati indagati alla fine del 2024 e accusati di tre reati: violenza intenzionale di gruppo contro persone vulnerabili.

Strangolamenti, colpi violentissimi al corpo e al viso, colate di vernice sulla testa sono solo alcune delle torture a cui veniva sottoposto. Le forze dell’ordine francesi ancora non si sono espresse in merito alle circostanze precise della sua morte. Infatti, i magistrati non si sbilanciano. I legali degli streamer parlano di “messinscena” per le sevizie registrate. Invece Clara Chappaz, ministra del Digitale, ha parlato di “orrore assoluto”. “Jeanpormanove umiliato per mesi in diretta”. Il corpo è rimasto in diretta per ben 10 minuti, alla vista di tutti, prima che questa si interrompesse.

Marianna Soru