Frankie Valli è uno dei giganti della musica americana degli anni ‘60. Le sue canzoni sono hit indimenticabili, oggi continuamente reinterpretate e ricantate, utilizzate in spot pubblicitari o film. La biografia di Valli è quella che ripercorre il classico sogno americano. Figlio di un barbiere italiano trapiantato negli Stati Uniti, il suo vero nome è Francesco Castelluccio. Frankie cresce con il mito di Frank Sinatra e di diventare un cantante. Il suo desiderio si realizza quando incontra The four season: Bob Gaudio alle tastiere, Tommy De Vito alla chitarra e Nick Massi al basso, con i quali svetta nelle classifiche di mezzo mondo.

Frankie Valli, più di cinquant’anni di musica

La carriera di Frankie & The four season è talmente leggendaria da diventare un musical di Brodway e successivamente un film di Clint Eastwood intitolato Jersey boys. Le canzoni di Frankie sono famosissime e si sovrappongono a quelle dei The four season. Frankie ha sempre affiancato la carriera solista a quella col gruppo. Nel 1962 canta Big girls don’t cry.  E’ Bob Gaudio l’autore nel 1967 di Beggin, la stessa che oggi conosciamo per essere stata portata al successo nel 2007 da Madcon. Nel 1978 Frankie canta Grease, colonna sonora del film omonimo.

"Grease" uno dei più grandi successi di Frankie Valli
“Grease” uno dei più grandi successi di Frankie Valli – Photo Credits: web

Il più grande successo in assoluto è però Can’t take my eyes off of you (o anche Can’t take my eyes of you). Scritta sempre da Bob Gaudio, Can’t take my eyes off you fu registrata con i The four season ma diventò poi il cavallo di battaglia di Frankie come solista. La canzone nacque nel 1967 e si piazzò al secondo posto in classifica. Sempre nel 1967 la stessa canzone fu cantata anche da Diana Ross & The supremes. Fu nel 1974 che arrivò al primo posto nella Billboard Hot 100.

Nel 1982 la Boys town gang riprese il successo riarrangiandolo e trasformandolo nel grandissimo classico della disco music che oggi conosciamo. L’enorme fama è dovuta anche all’ulteriore nuova, grandissima, interpretazione di Gloria Gaynor del 1992. Da allora le cover sono innumerevoli. Da ricordare: quella raffinata di Lauryn Hill, quella geniale dei Muse, quella iconica di Mina e la slow version di Sagi Rei.
Seguici su Metropolitan Magazine e Metropolitan Music

© RIPRODUZIONE RISERVATA