Basket

Gary Payton: “Il guanto” dal trashtalking facile

Oggi 23 luglio 2020 spegne 52 candeline uno dei giocatori più iconici e amati della NBA degli anni ’90, Gary Payton. Nel giorno del suo compleanno ripercorriamone insieme la carriera, 13 anni dopo il suo ritiro.

I 13 anni ai Seattle Supersonics e gli ultimi anni di carriera

Gary Payton #20 dei Seattle Supersonics porta palla durante una partita disputata contro gli Houston Rockets
Gary Payton #20 dei Seattle Supersonics porta palla durante una partita disputata contro gli Houston Rockets (Photocredits: Getty Images)

La carriera NBA di Payton cominciò con la selezione al draft del 1990 con la scelta #2 da parte dei Seattle Supersonics. Il suo primo anno deluse le aspettative di molti ma si meritò comunque di essere inserito nel secondo miglior quintetto delle matricole. La svolta arrivò pochi anni dopo perché l’intesa con l’altra giovane stella della squadra Shawn Kemp si affinò col passare degli anni sempre di più. I Supersonics parteciparono infatti per tre anni di fila (tra il 1992-1993 e il 1994-1995) ai playoff senza però mai superare le semifinali di Western Conference. L’anno della definitiva consacrazione di Seattle a reale contender per il titolo è il 1995-1996 dove riuscirono a vincere la Western Conference. A fermare la loro rapida ascesa ci pensarono però i soliti Chicago Bulls, vincitori di ben 6 titoli su 10 negli anni ’90. Alla fantastica annata 1995-1996, dal punto di vista di squadra non seguirono altrettante stagioni positive per Seattle. Dopo 13 anni trascorsi in maglia Supersonics, Gary concluse la stagione 2002-2003 ai Milwaukee Bucks dopo uno scambio che vide coinvolto anche Ray Allen. L’esperienza durò pochissimo e già nella stagione 2003-2004 firmò un contratto annuale con i Los Angeles Lakers. Anche questa avventura non si concluse col tanto agognato titolo a causa del fallimento del progetto dei cosiddetti “Big Four”. Dopo la altrettanto breve parentesi in maglia Boston Celtics del 2004-2005, “The Glove” conquistò finalmente il titolo nel 2005-2006 tra le fila dei Miami Heat.

Gary Payton: tra difesa e trashtalking

Gary Payton #20 dei Seattle Supersonics intento a fare del trashtalking con Michael Jordan #23 dei Chicago Bulls durante le finali NBA disputate nel 1995-1996
Gary Payton #20 dei Seattle Supersonics intento a fare del trashtalking con Michael Jordan #23 dei Chicago Bulls durante le finali NBA disputate nel 1995-1996 (Photocredits: Getty Images)

Payton nella sua carriera è stato famoso per la sua difesa, per l’ossessione ricerca della rubata e sulla capacità di entrare nella testa degli avversari. Questa sua abilità è stata tanto ineguagliabile da essere nominato NBA Defensive Player of the Year nel 1996. Si tratta dell’unico playmaker nella storia ad aver vinto tale premio. Il suo gioco era sempre aggressivo e tale da non dare alcun respiro al proprio avversario. Possiamo probabilmente parlare inoltre di Gary Payton come il più fantasioso e fastidioso trash talker di tutti i tempi. Molteplici sono state le illustri vittime del suo atteggiamento. L’esempio più emblematico è certamente quello di Scottie Pippen. Durante un match tra Blazers e Sonics, dovette infatti sentirsi elencare i migliori 50 giocatori nella storia della NBA scelti da Gary, col solo scopo di innervosirlo.

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