Musica

Gazzelle in concerto a Roma, l’empatia e la semplicità del romanticismo

Prosegue il tour di Gazzelle in concerto, che ieri sera ha giocato in casa, a Roma, presso il Palazzo dello Sport ex Palalottomatica. Trascinati dall’indie romantico del cantautore romano, il concerto è stato un atto liberatorio e d’amore, in una corrente fluida tra nostalgia e futuro. 

Ne è passato di tempo dai tre dischi in sei anni, e ora Gazzelle in concerto fa i palazzetti sold out. Gazzelle, Flavio Pardini all’anagrafe, è riuscito a portare in tour tutta la malinconia e anche l’ironia di cui tutti hanno sempre bisogno. Ieri sera, 30 maggio, al Palazzetto si intonava un coro esatto e preciso, come se le canzoni di Gazzelle ormai appartenessero più a chi era preso a cantare che al solo microfono che le reggeva. Per cantare a squarciagola i brani del terzo album Ok e dei precedenti Superbattito (2017) e Punk (2018), i biglietti sono andati esauriti (anche se il tour lo riporterà nella Capitale anche il 22 luglio per il Rock in Roma).

Chi ha chiuso gli occhi si è ritrovato in una dimensione densa ed emotiva, come un contenitore di vecchi ricordi e proiezioni di vite immaginate: i baci sbagliati e quelli non dati. Gazzelle è riuscito, con la sua autentica semplicità, ha creato una scaletta equilibrata, tra l’intimità delle vecchie canzoni alla grinta delle ultime. Poche parole ma dirette, taglienti, così vere da essere universali: le storie nelle canzoni di Gazzelle sembrano essere quelle di tutti. E per questo, anche ieri sera, il palazzetto impazziva d’amore. 

Dietro gli occhiali scuri di Gazzelle in concerto

Sempre un po’ schivo, Gazzelle nascosto dietro gli occhiali neri, ma svelato da tutti i ritornelli che lo spogliano e mostrano nella sua semplicità. Dopo due anni di stop dalla musica e dalla vita, ora il cantautore romani sembra aver riacceso la fiamma, rimettendo nero su bianco e soprattutto voci su voci, tutto quello che ci appartiene.  Come dopo un’attesa infinita, quando arriva sul palco Gazzelle è circondato dagli applausi, che invocano tutti gli “Sbatti” che solo lui riesce a narrare con tanta semplicità. Ringrazia il pubblico come si fa con un amico, suggerisce le canzoni che arrivano. 

Una quotidianità condivisa, in un susseguirsi di stati d’animo che tutti provano e che ieri hanno ricordato e desiderato come fanno i bambini con lo “Zucchero filato”. 

Ricercato anche ne­­gli arrangiamenti, tra un violino e gli assoli di chitarre e basso, costruiti da corde e mani di Claudio Bruno e Gabriele Roia. Gazzelle non si smentisce, nulla di nuovo ma la solita garanzia. Perché in fondo è sempre come andare a casa di un amico, fermarsi su una panchina per strimpellare quella canzone che ci ricorda che…

Le immagini sono a cura di © Valerio Sablone

Adv

Related Articles

Back to top button