È morto a 95 anni l’attore statunitense Gene Hackman: il suo corpo è stato trovato insieme a quello della moglie Betsy Arakawa, di 63 anni, nella loro casa di Santa Fe, nel New Mexico. Le morti sono state confermate dallo sceriffo della contea di Santa Fe, che non ha però dato maggiori informazioni sulle cause.

Dopo essere stato nominato all’Oscar come miglior attore non protagonista per Gangster Story e poi per Anello di sangue, nel 1972 Hackman vinse quello per il miglior protagonista grazie a Il braccio violento della legge, in inglese The French Connection: un gran film di William Friedkin, in cui lui interpretava il detective Jimmy Doyle, più noto come “Popeye”. Il nome con cui, avrebbe raccontato Hackman, certa gente che incontrava per strada lo chiamò per anni

La favolosa carriera di Gene Hackman

Nato a San Bernardino, California, il 30 gennaio 1930 si afferma nel mondo dello spettacolo relativamente tardi. Esordisce a 34 anni in “Lilith” con Warren Beatty che lo segnalerà poi al regista Arthur Penn per il primo ruolo importante, nel film diventato cult, “Gangster Story” (Bonnie and Clyde) del 1967.  E arriva anche la prima di cinque nomination (qui come miglior attore non protagonista) agli Oscar e ai Golden Globe. Con “Anello di sangue” del 1970, in cui conquistò la seconda nomination all’Oscar, ancora come attore non protagonista. Seguono due ruoli clou della sua carriera: il poliziotto in bilico tra mala e giustizia de “Il braccio violento della legge” del 1971 (grazie al quale conquista Oscar e Golden Globe) e l’investigatore taciturno de “La conversazione” del 1974 di Francis Ford Coppola.

Passa dalla commedia “Frankenstein Junior (1974) di Mel Brooks al Lex Luthor di “Superman” (1978) di Richard Donner per poi conquistare due candidature ai Golden Globe con “Sotto tiro” e “Due volte nella vita”. Arriva “Mississippi Burning – Le radici dell’odio”, il cui agente federale con metodi poco ortodossi raccoglie l’ennesima nomination all’Oscar.

La seconda statuetta degli Academy Award arriva finalmente nel 1992, grazie al ruolo non protagonista di uno sceriffo inflessibile ne “Gli Spietati” (1992) di Clint Eastwood. Tra western (“Wyatt Earp”, “Pronti a morire”), guerra (“Allarme rosso”), thriller (“Soluzioni estreme”, Potere assoluto” e “Nemico pubblico”) e commedie esilaranti “(“Get Shorty” e Piume di struzzo”) arriva l’ennesimo successo di pubblico e critica con il padre assente e scroccone de “I Tenenbaum”.