Cinema

Gene Kelly, quando il grande cinema si fa danza

109 anni fa nasceva Gene Kelly. È stato un personaggio eclettico, una ballerino formidabile che ha portato la danza al cinema. Tutti lo ricorderanno in perfomance memorabili come in “Cantando sotto la pioggia”. Morì 3 giorni dopo proprio dopo aver ascoltato la celebre omonima canzone che da il titolo a questo film durante un tributo a lui dedicato

“Sin dall’inizio, Gene faceva continui esperimenti, dal classico alla danza comica. Era deciso ad allargare gli orizzonti del film musicale. E, nel fare ciò, divenne uno dei più versatili e originali attori che lo schermo abbia mai conosciuto. Kelly infrangeva continuamente le regole. Non voleva controfigure e affrontava sequenze pericolose. Faceva in modo che i capi venissero a saperlo a cose fatte. Ma il pubblico adorava vedere Gene che volava nello spazio”

Così Fred Astaire parlò di Gene Kelly e delle sue qualità da ballerino. Attraverso l’interpretazione di personaggi scanzonati e adorabili il celebre attore ballerino ha portato sullo schermo il suo stile di danza innovativo ed atletico rivoluzionando il musical americano. Per i suoi successi come cantante, regista e ballerino, Kelly ricevette un Oscar onorario nel 1951.

Il cinema e lo stile di Gene Kelly

Cantando sotto la pioggia, fonte digiamax

Analizzando il cinema di Gene Kelly attraverso i suoi successi come “Un americano a Parigi” e “Un giorno a New York” si capisce subito come avesse quelle doti perfette che, messe in mostra dalla macchina da presa, gli hanno dato enorme successo. È stato un ballerino completo, con movimenti semplici quanto virtuosi e complessi a cui veniva unita una grande simpatia. È stato inoltre a suo agio anche in ruoli più drammatici come D’Artagnan in “I tre moschettieri” del 1948. Si è distinto anche alla regia partecipando come coregista di alcuni indimenticabili film che hanno contribuito al suo successo come “Cantando sotto la pioggia”.

Stefano Delle Cave

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Stefano Delle Cave

Stefano Delle Cave è scrittore, giornalista pubblicista e regista. Laureato magistrale in D.A.M.S. all’Università di Roma Tre. Gli articoli redatti da Stefano giornalista hanno per tema il cinema, la cultura e la società civile in genere.
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