L’oro “nasce onorato nelle Indie, viene a morire in Spagna ed è sepolto a Genova”

F. De Quevedo y Villeas

Nelle date del 4 e 5 maggio il comune di Genova apre i suoi palazzi al pubblico. Lo sfarzo dei secoli ha un valore inestimabile: tutta la bellezza di una Repubblica marinara forte e potente, arricchita dagli impavidi mercanti del XIV secolo.

Palazzo Tursi, l’attuale municipio, è un museo vivente. Si percorre, accompagnati dalla Filarmonica genovese, tutto il periodo repubblicano fino alla caduta dell’impero, instauratosi con le gesta di Napoleone, attraverso una collezione di monete, di ceramiche e di oggetti che costituivano il mezzo per misurare le quantità di vino, di olio, di grano e di stoffe.

Palazzo Tursi
PALAZZO TURSI – Foto dal web

Il palazzo ospita opere di alcuni pittori genovesi, tra cui Alessandro Magnasco e Gregorio De Ferrari. Inoltre, addentrantosi nelle sue stanze, si scoprirà piano piano, parte dell’eredità che il grande e virtuoso Niccolò Paganini e suo figlio hanno lasciato a Genova. Due chitarre, una lira, qualche spartito e non solo. Ma ciò che rende davvero prezioso il patrimonio lasciato dal grande violinista genovese sono due dei suoi violini, tra cui il famoso “Cannone”.

Il "Cannone"
Il Cannone – Foto dal web

Siamo in Via Garibaldi e dai giardini di Palazzo Tursi vediamo Palazzo Rosso (o Palazzo Rodolfo e Gio Francesco Brignole Sale), che viene inserito nel luglio del 2006 nella lista dei 42 palazzi iscritti ai Rolli di Genova, riconosciuti in tale data Patrimonio dell’umanità dall’UNESCO. Nella medesima via ci sono i Palazzi Spinola, il Palazzo Franco Lecari, il Palazzo Nicolosio Lomellino e così via. La nobiltà delle vie del centro storico porterebbe a scrivere una lista di innumerevoli nomi, con innumerevoli storie.

Atrio Ninfeo, Palazzo Nicolosio Lomellino
Atrio Ninfeo, Palazzo Nicolosio Lomellino – Foto di Francesco Daroda

In cima a Via Garibaldi, si erige Palazzo Tobia Pallavicino, oggi proprietà della Camera di Commercio. Le guide, che gratuitamente raccontano la storia legata al palazzo, tenevano a sottolineare che esso era sia simbolo di ricchezza, sia operosa fabbrica, granaio e sede di scambi mercantili.

Palazzo Tobia Pallavicino - Foto di Francesco Daroda
Palazzo Tobia Pallavicino – Foto di Francesco Daroda

I mercanti genovesi si erano arricchiti sì coi loro viaggi, ma era stato il loro ingente contributo alle banche ad accrescere così velocemente il loro patrimonio.

Palazzo Tobia Pallavicino - Foto di Francesco Daroda
Palazzo Tobia Pallavicino – Foto di Francesco Daroda

Altre vie, altri palazzi, altre storie. Genova gremita di persone provenienti da ogni dove. L’atmosfera medievale si mescola con quella contemporanea e i turisti sembrano gli invitati di un enorme ballo. Questo è il Rolli Day (nome dell’iniziativa di quest’anno) che prende vita due giorni all’anno a Genova e sopravvive nel ricordo di tutti coloro che vi partecipano.