Gerry Scotti risponde a Falsissimo e a Fabrizio Corona, dopo è stato chiamato in causa nell’ultima puntata sul Sistema Mediaset, “accusato” di aver avuto rapporti sessuali con le “Letterine”, ovvero le ragazze del cast di Passaparola, gioco-quiz preserale o prima serata di Canale 5.
Senza mai citare Fabrizio Corona, Gerry Scotti a non nasconde la sua amarezza per quanto affermato: “Sono presunte rivelazioni che riguardano un periodo di venticinque anni fa della mia vita professionale. Sono semplicemente false”, afferma nel corso di un’intervista al Corriere della Sera. Il riferimento è alle accuse di aver avuto rapporti intimi con le ‘Letterine’, ovvero le ragazze del cast di Passaparola, programma andato in onda su Canale 5 negli anni Novanta/Duemila.
“Mi sopravvalutano ad attribuirmi relazioni con più di trenta ragazze che in un intervallo della loro vita professionale hanno ricoperto il ruolo di “letterina”. Basterebbe sentire le dirette interessate, chiedere a loro e sono sicuro che all’unanimità direbbero che le dichiarazioni che sono circolate sono false. L’amarezza che provo non è solo per me, nessuno ha pensato alle ragazze”.
“Ho una discreta dimestichezza nell’uso dei social e in questi anni ho potuto constatare di persona che le buone notizie o le verità vengono accolte tiepidamente”, afferma Gerry Scotti rispondendo all’osservazione sul clamore generato da quanto sostenuto da Fabrizio Corona: “A volte passano inosservate, mentre le fake news hanno un riscontro ben più rilevante. Ancora di più lo hanno le menzogne dette per ragioni di lucro. In aggiunta generano una forma di odio e di cattiveria inaccettabile”.
Ad amareggiarlo è soprattutto una situazione: “In questo tritacarne mediatico nessuno ha pensato che queste ragazze non sono pupazzi, bambole di pezza. Sono donne che meritano rispetto oggi come allora e come nel futuro”, dice ancora Scotti, “Non è giusto marchiare la loro esperienza professionale con il termine “letterina”, come fosse uno stigma . Non se lo meritano. Oggi hanno le loro professioni, le loro famiglie, figli magari adolescenti che devono sentire falsità imbarazzanti. Senza rispetto, senza un minimo di sensibilità”.





