A cento anni dalla nascita di uno degli editori più influenti della storia italiana, Giangiacomo Feltrinelli viene prevalentemente ricordato per la sua dedizione all’editoria. Quello che, in realtà, emerge è che la sua figura è molto più ampia e complessa e risulta difficile inquadrarlo esclusivamente con il suo ruolo editoriale.
Da sempre appassionato di cultura e politica, nel 1947 si iscrive al partito comunista con l’obbiettivo di allontanarsi dalla sua classe d’origine, molto più agiata. Nel tempo, però, alcune cose del partito iniziano ad infastidirlo parecchio e, a seguito della strage di Piazza Fontana, rompe definitivamente con il comunismo creando, poi, un proprio movimento chiamato Gruppi d’Azione Partigiana (GAP). Contestualmente, temendo un colpo di stato, si dà alla clandestinità e, nel 1972, perde la vita a causa di un ordigno.
Feltrinelli e i documenti socialisti: la nascita della Fondazione
Da sempre fervido sostenitore dei movimenti di estrema sinistra e attivista per i diritti sociali, Giangiacomo Feltrinelli si accosta, sin dalla fine degli anni Quaranta, ai partiti socialisti e comunisti. Questa sua fedele dedizione verso le classi operaie lo spinge a costruire quello che, nel tempo, diventerà il più grande e importante archivio socialista d’Europa.
Nel 1949, per l’appunto, fonda la Biblioteca Feltrinelli, nata come luogo dedito a custodire tutti i documenti più importanti in grado di raccontare gli ideali del partito. La ricerca di tali incartamenti, pian piano, si trasforma in una vera e propria ossessione e l’obbiettivo, sin da subito, diventa quello di creare un posto di militanza e memoria storica aperto a tutti.
Il passaggio da biblioteca a Fondazione
Ciò lo spinge a rilevare interi archivi completi di tutte le informazioni possibili, oltre a numerose riviste, lettere e cablogrammi che dimostrano la prima pubblicazione clandestina del “Dottor Zivago”. In tal modo, nel 1960 la Biblioteca diventa un Istituto e, nel 1974, si trasforma a tutti gli effetti in una Fondazione. Questo passaggio rappresenta un momento di grande rilevanza storica in quanto viene riconosciuto all’archivio l’importanza che merita, poiché costituisce il più grande contenitore europeo della memoria storica del socialismo.
Ad oggi, infatti, si contano oltre cento settanta mila reperti di ogni tipo che documentano la nascita, l’evoluzione e gli ideali di uno dei movimenti più importanti e rivoluzionari di estrema sinistra e ciò dimostra quanto l’impegno e la dedizione morale di Feltrinelli siano stati fondamentali nella costruzione della Fondazione.
Articolo di Ambra Gabriella Samonà





