Giappone e Filippine hanno siglato giovedì a Manila un importante accordo di difesa volto a rafforzare la cooperazione militare e logistica tra i due Paesi. La ministra degli Esteri filippina, Theresa Lazaro, e l’omologo giapponese Toshimitsu Motegi, hanno firmato l’intesa durante una cerimonia ufficiale che ha sancito anche nuovi stanziamenti Giapponesi per la sicurezza e lo sviluppo economico del vicino.

Tensione crescente, soprattutto a causa della strategia cinese di occupazione

Il patto logistico è necessario per consentire scambi di forniture essenziali, come munizioni, carburante e viveri durante le sessioni di addestramento congiunto. Oltre l’aspetto militare, l’accordo mira a migliorare la gestione delle catastrofi naturali e a facilitare la partecipazione alle missioni di pace delle Nazioni Unite. Per entrare pienamente in vigore è necessaria la ratifica del parlamento giapponese. In realtà, l’accordo fa parte di una strategia più ampia che mira a contenere l’espansione della Cina nella regione. Entrambi, infatti, temono la rivendicazione di Pechino sul Mar Cinese Orientale e Meridionale. Le dichiarazioni di Sanae Takaichi, la premier giapponese, riguardo un possibile intervento militare a difesa di Taiwan, hanno inasprito i rapporti diplomatici con il governo cinese.

Le Filippine, sotto la guida del presidente Ferdinand Marcos Jr., sono riuscite a dare una svolta significativa alla politica estera del Paese. A differenza del predecessore Rodrigo Duterte, il quale cercava il dialogo con Xi Jinping e Vladimir Putin, Marcos ha scelto di consolidare l’asse con gli alleati democratici. Già a metà del 2024, i due governi avevano sottoscritto l’Accordo di Accesso Reciproco, che permette lo schieramento di truppe nel territorio dell’altro Paese per le esercitazioni. La tensione è crescente, soprattutto a causa della strategia cinese di occupazione delle acque contese. Pechino, infatti, sta costruendo basi militari su isole disabitate e territorio artificiali per reclamare sovranità su zone economiche che, secondo i trattati internazionali, spetterebbero ai paesi costieri. Il comportamento attuato dalla Cina non ha creato ostilità solo con le Filippine, ma anche con Malesia, Vietnam e Brunei.

Stefania Cirillo