La premier del Giappone, Sanae Takaichi, ha annunciato che indirà elezioni anticipate nel Paese. Lo ha comunicato mercoledì ai dirigenti del suo partito, il Partito Liberal Democratico (PLD), e a quelli del Partito dell’Innovazione del Giappone (JIP), che sostengono la coalizione di governo. Shunichi Suzuki, il segretario generale del PLD, ha fatto sapere che il primo ministro fornirà maggiori informazioni a riguardo in una conferenza stampa, in programma il 19 gennaio.
Hirofumi Yoshimura, co-leader del JIP, ha rivelato ai giornalisti che Takaichi avrebbe intenzione di sciogliere la camera bassa del parlamento nel primo giorno della prossima sessione parlamentare, il 23 gennaio. «Ho capito che il Primo Ministro illustrerà ulteriori dettagli, incluso il suo pensiero, lunedì prossimo», ha detto.
La “scommessa” di Sanae Takaichi
Le elezioni anticipate dovrebbero tenersi l’8 o il 15 febbraio, ma potrebbero minimizzare l’impatto previsto sull’approvazione di un bilancio da 122,3 trilioni di yen prima dell’inizio dell’anno fiscale ad aprile, una delle principali preoccupazioni della premier. Se la Camera dei Rappresentanti dovesse essere davvero sciolta il 23 gennaio e le votazioni avessero luogo l’8 febbraio, si tratterebbe del lasso di tempo più breve tra lo scioglimento e le elezioni dalla Seconda Guerra Mondiale.
Takaichi dovrebbe annunciare formalmente la sua decisione a breve, dopo una serie di trattative diplomatiche questa settimana. Martedì ha incontrato il presidente sudcoreano Lee Jae Myung; venerdì, invece, è previsto un meeting con Giorgia Meloni. Le elezioni anticipate sono una scommessa per la politica, la prima donna a ricoprire il ruolo di primo ministro in Giappone, dolo aver sostituito Shigeru Ishiba, che si è dimesso lo scorso settembre.
Federica Checchia





