Ieri, lunedì 5 gennaio, è iniziato il viaggio in Cina di Lee Jae-myung, presidente della Corea del Sud. Si tratta della prima visita ufficiale di un leader sudcoreano dal 2019, ed è un evento di notevole rilevanza, che indica una generale distensione tra i due Paesi. Un’apertura che sembra trovare riscontro positivo anche nel “collega” cinese Xi Jinping, come dimostra il suo atteggiamento amichevole nei confronti dell’ospite.
Durante la presidenza di Yoon Suk-yeol, destituito e sotto processo per il tentativo di instaurare la legge marziale a dicembre 2024, i rapporti tra le due potenze erano molto incrinati, ma sembra che il momento critico sia passato. Non a caso, Lee ha parlato di una «nuova fase» nel dialogo con Pechino, indicando il 2026 come«il primo anno della piena restaurazione delle relazioni».
Lee Jae-myung è l’alleato di cui Xi Jinping ha bisogno

Ulteriore dimostrazione di una rinnovata intesa è il selfie scattato dai due leader con le rispettive mogli, durante il loro incontro ufficiale. Il gesto ha un forte valore simbolico: lo smartphone usato dal presidente sudcoreano è della marca cinese Xiaomi, e gli era stato regalato proprio da Xi a novembre. Lee ha postato la foto su X, scherzando: «la qualità dell’immagine è buona, vero?».
L’elezione del numero uno del Partito Democratico in Corea ha portato a un legame maggiore con la Cina e, addirittura, con la vicina Corea del Nord. Espressione del centrosinistra, Lee ha infatti un approccio più diplomatico rispetto a quello di chi lo aveva preceduto. Come se non bastasse, è negli interessi della Repubblica Popolare Cinese mantenere rapporti di “buon vicinato” con almeno un altro Paese asiatico. Le mire di Xi su Taiwan hanno infatti inasprito una situazione già precaria con il Giappone, ed è ora in corso una crisi diplomatica con la premier Sanae Takaichi; un alleato in più può sempre far comodo.
Federica Checchia





