Circa sessanta deputate giapponesi, tra le quali anche la premier Sanae Takaichi, hanno firmato una petizione per aumentare il numero di bagni a disposizione delle donne nel complesso del Parlamento a Tokyo. Gli attuali servizi non sarebbero sufficienti, specialmente dopo le elezioni del 2024, che ha portato alla nomina di 73 deputate su 465 seggi, il numero più alto di sempre nel Paese.

Accanto all’aula delle sessioni plenarie c’è un solo bagno per le donne, che conta solo due cabine; in tutto l’edificio ci sono 9 toilette per signore, per un totale di 22 WC. Gli uomini, al contrario, hanno ben 12 toilette con 67 possibilità, tra vasi e orinatoi. Il Parlamento, oltretutto, ospita anche il Senato: le senatrici sono 45 su 125 seggi in tutto.

La petizione è portata avanti dalle parlamentari di diversi partiti, che ritengono il Parlamento «una struttura per gli uomini» che necessita delle modifiche per quando «le deputate saranno più del 30% del totale», coms dichiarato dalla deputata Yasuko Komiyama.

Un’occasione per Sanae Takaichi

Per Sanae Takaichi, questa non è solo una battaglia per una giusta causa, ma anche un’occasione politica. Il Giappone è da sempre un Paese profondamente maschilista; la prima premier donna nella sua storia ha promesso in campagna elettorale che avrebbe fatto tutto il necessario per raggiungere la parità di genere nelle istituzioni, e questo potrebbe essere un primo, significativo, risultato.

Prima della sua elezione, la prima ministra aveva detto di voler portare il numero delle donne nel suo governo a «livelli nordici», facendo riferimento ai Paesi scandinavi, ma poi aveva nominato solo due ministre di sesso femminile su 19. Le sue posizioni, del resto, rimangono conservatrici su diversi temi, come la possibilità di modificare le regole di successione al trono, per permettere anche alle donne di diventare imperatrici.

Federica Checchia