La Giornata della Memoria ci ricorda tristemente uno dei periodi più neri della storia del novecento. Quali sono i migliori film che hanno saputo affrontare l’argomento?

Il Giorno della Memoria è una ricorrenza utile a ricordarci la liberazione del campo di concentramento di Auschwitz ad opera dell’Armata Rossa.

Auschwitz
Auschwitz. PhotoCredit: Web

Il 27 Gennaio di ogni anno diventa così l’occasione per non dimenticare l’orrore storico noto come l’Olocausto o più correttamente Shoah .

Il Cinema ha sempre cercato di affrontare tale argomento, spesso in modo “sensazionalistico” e altre volte cercando di comprenderne il dramma umano.

Andiamo a scoprire come.

Il Nazismo tra satira e orrore

Quando pensiamo all’Olocausto e nello specifico ai responsabili di una simile atrocità, il nostro cervello elabora subito l’immagine di un singolo individuo: Adolf Hitler.

Una figura dotata di un fascino sinistro ma anche di una mostruosa follia capace di renderlo il responsabile di una carneficina che ancora oggi ci fa rabbrividire.

La Caduta
La Caduta. PhotoCredit: Web

Molti film hanno tentato di “analizzare”la psicologia contorta di un simile personaggio (“La Caduta” o “Moloch” di Sokurov) ma forse le opere che hanno saputo osare di più sono quelle di stampo satirico.

Film come “Il Grande Dittatore” di Charlie Chaplin o “Vogliamo Vivere!”di Ernst Lubitsch e persino il recente “JoJo Rabbit” di Taika Waititi sono riusciti a raccontare il fanatismo fine a sé stesso del nazismo come poche opere hanno saputo fare.

Vogliamo Vivere!
Vogliamo Vivere! PhotoCredit: Web

Che si tratti dell’Adenoid Hynkel di Chaplin (megalomane dai tratti infantili eppure feroce come pochi) o l’amico immaginario del piccolo JoJo Betzler, Hitler rimane il simbolo di tutto il male provocato dal Nazismo.

Il Grande Dittatore
Il Grande Dittatore. PhotoCredit: Web

La Gioventù in tempo di guerra

Tra le vittime predilette delle persecuzioni razziali, noi ci dimentichiamo spesso dei giovani.

Come possiamo evincere dalle testimonianze dei superstiti a tali orrori, c’è chi una vera infanzia non l’ha mai vissuta a causa di ciò.

Una triste realtà alla base di opere come “Odissea Tragica” di Fred Zinnemann e soprattutto “Arrivederci ragazzi” di Louise Malle, storia di una toccante amicizia tra due ragazzi nel Collegio dei Carmelitani Scalzi.

Malle non affronta direttamente il dramma dell’Olocausto ma, attraverso la vicenda dei giovani Julien e Jean (portatore di uno “scomodo” segreto), riesce ci racconta una vicenda intrisa di ostilità ma anche di una solidarietà commovente.

Arrivederci ragazzi
Arrivederci ragazzi. PhotoCredit: Web

L’Italia in tempo di guerra

Il cinema italiano ha sempre avuto un occhio di riguardo verso le conseguenze della guerra sul popolo italiano. Basti pensare a Rossellini con la sua Trilogia della guerra antifascista (inaugurata da “Roma Città Aperta”).

Non bisogna però dimenticarsi di film come “Il Giardino dei Finzi Contini” di Vittorio De Sica, dramma sentimentale su una famiglia ebrea vittima del crescente clima d’odio nei confronti della loro razza.

Il Giardino dei Finzi Contini
il Giardino dei Finzi Contini. PhotoCredit: Web

E mi permetterei anche di suggerire “Una giornata particolare” di Ettore Scola, un film che non parla direttamente dell’Olocausto ma piuttosto dell’intimo dramma di due vittime dell’ottusità di un mondo desolato e prossimo alla guerra.

Una Giornata Particolare
Una Giornata Particolare. PhotoCredit: Web

Una vita e un Mondo Intero

Da Kapò” di Gillo Pontecorvo al tanto celebrato “La vita è bella” di Benigni, ci sono almeno tre film che si sono presi l’onere di raccontare i drammatici resoconti dei campi di concentramento e della lotta per la sopravvivenza dei suoi prigionieri.

Il primo è “Schindler’s List” di Steven Spielberg, storia dell’industriale Oskar Schindler e della sua sempre più lucida consapevolezza dell’orrore perpetrato dai nazisti e quindi deciso ad aiutare il popolo ebraico come può.

Schindler's List
Schindler’s List. PhotoCredit: Web

Il secondo è “Il Pianista” di Roman Polanski, tragico vissuto del pianista Wladyslaw Szpilman in una Varsavia sempre più desolata e dei suoi tentativi di sopravvivere alla morte che lo circonda.

Il Pianista
Il Pianista. PhotoCredit: Web

Il terzo è invece “Train De Vie” di Radu Mihăileanu, ironico e amaro racconto su una folle impresa atta a salvare gli abitanti di un insediamento ebraico dell’Europa dell’Est che prevede la preparazione di un finto treno per deportati.

Train De Vie
Train de Vie. PhotoCredit: Web

L’Eredità

Questa voce riguarda un aspetto poco affrontato al cinema ma se possibile più attuale che mai: il viaggio della memoria.

Proprio quella che ha vissuto lo scrittore Jonathan Safran Foer con il suo “Ogni cosa è illuminata”, poi trasposto al cinema da Liev Schreiber.

Un eccentrico e sensibile racconto su cosa significhi appartenere al mondo ebraico e su come affrontare il dramma mai sopito di un popolo ancorato al suo passato.

Ogni cosa è illuminata
Ogni Cosa è illuminata. PhotoCredit: Web

Non è forse questo lo scopo del Giorno della Memoria? Ricordare ma soprattutto non dimenticare e non ripetere gli stessi errori.

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