Amore e Rivoluzione ne “Il Giovane Karx Marx”

“Il giovane Karl Marx” è una storia di passione politica, impegno e rivoluzione. Ma anche una grande storia sull’effetto e sulle emozioni, come l’amicizia e l’amore.

Il trionfo del materialismo dialettico e del materialismo storico: ecco la chiusura morale del finale di questo film (che non voglio svelare oltre), vi sembra un po’ pesantuccio?

Beh non lo è, perché questa storia è, come ogni biografia, condita con quella giusta spolverata di vita privata che ci fa mantener viva l’attenzione. Perché diciamocelo: a tutti piace entrare nel cuore delle storie, rivedersi nelle gioie e nelle sofferenze dei suoi personaggi.

Ed è quello che succede ne “Il Giovane Karl Marx”

Un film ovviamente dalla fortissima impronta politica, ma che non considererei assolutamente propaganda. Questo perché il regista, l’haitiano Raoul Peck, ci vuol far conoscere un Marx profondamente umano (per molti forse troppo umano).

Le vicende descritte nella pellicola si articolano attorno agli avvenimenti del 1842 fino al 1848, ripercorrendo i primi incontri tra Karl Marx e Friederich Engels. Si incontrano quindi le due colonne del Marxismo e del Comunismo, in una versione giovane e appassionata ma che conserva comunque un certo realismo.

“Il Giovane Karl Marx” , alcune scene – fonte: google

Per chi fosse totalmente digiuno della storia dei due filosofi ecco un po’ di informazioni. Da una parte vediamo il giovane Marx, che era un’idealista impulsivo e s’era appena fatta nemica tutta la “Gazzetta Renana” per via dei suoi scritti. Il giornale è proprio costretto a chiudere per colpa della sua verve dialettica, e così si sancisce definitivamente il suo allontanamento dagli Hegeliani.

Dall’altra parte, il giovane Engels è figlio del comproprietario dell’azienda Emmen & Engels, nella quale lavora anche come operaio. Vivendo il dramma, che lo dilania, di essere sia proprietario che lavoratore, presto assaggerà quello (ben peggiore) di essere sia un comunista che un capitalista.

Marxismo condito con storie di passione:

Non storcete il naso leggendo “passione“: è una parola che non si limita all’uso di forti emozioni e amori struggenti. Non che in questo film ne manchino, anzi. Però anche le stesse storie d’amore presentate nella trama non mancano della passione che si ha verso un’idea, del fervore che infiamma gli animi che credono, con corpo e anima, nella lotta di classe.

Engels, che si sente sempre troppo proletario per l’ambiente paterno ma troppo borghese per stare con gli altri operai, non riesce più a capire se dovrebbe credere in ciò che sta facendo. Ed è proprio qui che vede la giovane operaia Mary Burns, che si alza orgogliosamente per i diritti dei lavoratori.

scena de “Il Giovane Karl Marx”, Engels e Mary – fonte: google

La giovane chiede sia garantita la sicurezza sul lavoro, furiosa perché un incidente ha portato via due dita ad una sua compagna. Mary Burns, che per il suo gesto è stata licenziata (e proprio dal Padre di Engels), colpisce il giovane come un pugno in faccia. Le sue parole lo fanno di nuovo sentire vivo, riaccendono la convinzione dei suoi ideali. Ah, e ovviamente se ne innamora.

Karl Marx, diviso tra famiglia e ideale:

La vita, le cui vicende vediamo scorrere in parallelo, del giovane Karl Marx è un po’ diversa. Ha già una figlia ed è in bancarotta: nessuno paga per i suoi articoli. Si scontrano in lui la passione per un’ideale e l’amore, cioè la volontà di preservare la sua sfera privata, “proteggendola” dalle conseguenze della lotta di classe (soprattutto in quel particolare momento storico), è preponderante. Si vedrà nel corso del film come spesso il filosofo si troverà messo davanti ad un bivio dove ogni scelta è dolorosa.

Le vicende di Marx, che ci vengono raccontate come se spiassimo nel suo personale (cosa che piace sempre allo spettatore!), sono una metafora importante. Il grande limite, che si cerca ogni giorno di superare, del Marxismo è in seno alla sua nascita: la tensione tra teoria e pratica. La difficoltà del giovane Marx di far della sua teoria la sua pedissequa prassi, è una metonimia per la grande difficoltà che ha l’umanità nel conciliare la teoria e la pratica nella sua ideologia e poi, nel Comunismo.

La storia di un’incontro fondamentale:

Marx non aveva nemmeno in simpatia Engels, pensate! La prima impressione che ebbe fu di un “borioso borghese intellettuale“. Ma, come la storia insegna, i due sono destinati a scrivere insieme. Ma non solo, a legarsi in un profondo e tormentato legame d’amicizia. Anche qui la retorica politica c’è, ma si riesce perfettamente a sentire la densità del rapporto umano tra i due filosofi. Si soffre per le loro divergenze.

“Il Giovane Karl Marx” , alcune scene – fonte: google

Peck riesce a penetrare con efficacia nell’intimità di entrambi i protagonisti, evitando di al tempo stesso cadere nella trappola del biopic agiografico di stile televisivo. La narrazione riesce a mantenere uno sguardo carico di rigore ma allo stesso tempo interiore, emotivo.

E da questo realismo – reso credibile da un’attenzione meticolosa per la ricostruzione degli ambienti – emerge una visione nuova del filosofo, che permette anche ai neofiti di appassionarsi al momento storico cui è inserito.

Aiutati da un sapiente crescendo emotivo ci immergiamo con Il giovane Karl Marx, dentro il suo Materialismo Storico\Dialettico, fino ad arrivare al Comunismo. Ci accompagna in una calibrata costruzione, lenta e sofferta, di un pensiero che è in grado di farsi linguaggio. Un pensiero che, dalle pagine dei libri arriva – mai come prima – fin dentro le fabbriche, fin per le strade

Il tutto senza mancare di accurati riferimenti filosofici:

Marx che lavora con Ruge, che si affianca a Bakunin e Proudhon per porre le basi per il loro stesso superamento; Marx che si separa dalla filosofia di Hegel, Engels che si affianca a Weitling, tutto appare nel film. Un’avvenimento cruciale è la partecipazione dei due alla Lega dei Giusti, un’organizzazione operaia clandestina tedesca: di stampo anarchico, sarà per i due una grande sfida portare le loro idee nel collettivo. Lo scontro tra comunismo e anarchismo è un tema che ancora suscita domande, e che qui viene presentato tra comizi e avventure private, tra fervore ideologico e dolore umano. La lega diventerà nel 1847, sotto l’influenza di Marx e Engels, Lega dei Comunisti.

Le fila della trama si chiudono, come una sorta di gestazione, attorno alla nascita del Manifesto, opera cardine dei due filosofi. Ed è proprio dalle vicende sovracitate che i due amici riescono a superare in qualche modo le loro problematiche reciproche, portando a compimento un’opera che segnerà la storia delle lotte operaie: il Manifesto del Partito Comunista.

Perchè vedere “Il Giovane Karl Marx”:

Non può esistere una vita di sola ideologia. La sola ideologia è pesante e non si riesce a inserire nella realtà senza schiacciarla e, quindi, non congruire ad essa. Il film di Peck ci conduce nel cuore di un’Idea presentandocela attraverso la profonda umanità dei suoi pensatori. L’espediente, per quanto classico, è perfettamente riuscito: la visione scorre e le vicende appassionano. Nel frattempo poi, si rischia addirittura di imparare qualcosa. Ma quasi non te ne accorgi, e sai perchè?

Perché è questo che accende una scintilla di ogni rivolta, è questo che alimenta la nascita un’Idea: il nostro essere ridicolmente, rabbiosamente, deliziosamente umani.

Marx e Engels ne “il Giovane Karl Marx” – fonte: google

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