Giovanni Impastato è nato a Cinisi nel 1953, è il fratello minore di Peppino, ucciso dalla mafia nel 1978. Ne ha raccolto l’eredità e portato avanti la lotta. È tra i fondatori di “Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato”, impegnata nella sensibilizzazione e nel contrasto alle mafie. La sua voce appassionata e sincera racconta il conflitto di chi ha vissuto la mafia e l’antimafia all’interno delle mura domestiche, e la successiva battaglia nel nome della legalità e della verità. Ha pubblicato Resistere a mafiopoli Oltre i cento passi e Il coraggio della memoria. Modera l’evento Paolo La Bua, giornalista professionista dal 2003. Attualmente collabora con La Nuova Provincia di Biella e con Repubblica di Torino.

Giovanni Impastato è il fratello più piccolo di Giuseppe Impastato, detto Peppino. Da quanto il fratello venne ucciso, la sua battaglia di vita è sempre stata quella di portare avanti gli ideali del fratello. Giovanni nasce nel 1953 a Cinisi ed è il terzo dei figli di Luigi Impastato e Felicia Bartolotta. Gli venne dato il nome di Giovanni dopo che il fratellino di soli 3 anni perse la vita e che si chiamava proprio così.

Il fratello maggiore, Giuseppe Impastato, morì quando lui aveva 25 anni per mano della mafia, più precisamente sotto commissione di Gaetano Badalamenti. Fino alla tragedia ha sempre appoggiato Peppino per quegli ideali tanto giusti quanto pericolosi, ma non trovava mai il coraggio per esporsi accanto a lui. Dopo aver appreso della crudele morte del fratello si convince che doveva fare qualcosa e non si poteva continuare a vivere in queste condizioni di paura e terrore.

Fu così che Giovanni Impastato insieme alla mamma Felicia diventarono ben presto un punto di riferimento per tutti coloro che non volevano sottostare alla paura e alle minacce della mafia. Ispirandosi proprio al fratello, Giovanni diventò il promotore di quel cambio di visione da parte dei cittadini che erano sempre più terrorizzati da questa situazione.

Nel 1970 Giovanni Impastato collabora con il Centro Siciliano che ha deciso di organizzare una manifestazione contro la mafia a cui parteciperanno 2000 persone. Da questo momento, ogni 9 maggio, la manifestazione viene riproposta in occasione della morte di Peppino. Dal 1980 fino al 2002, Giovanni è stato parte attiva nel processo per l’omicidio del fratello.

Inizialmente l’omicidio è stato riconosciuto come opera dei mafiosi, ma sempre il vero responsabile non compariva. Prima la denuncia era contro ignoti, poi però nel 1996 ci fu la svolta. Vito Palazzolo farà il nome di Gaetano Badalamenti e lo indicherà come il mandante dell’omicidio. La condanna arriverà nel 2022 e prevede l’ergastolo per il boss mafioso che però muore nel carcere del Massachusetts a causa di un arresto cardiaco.

Giovanni Impastato e il libro per il fratello

“Mio fratello, tutta una vita con Peppino”, è il titolo del libro di Giovanni Impastato edito da Libreria Pienogiorno che sarà presentato martedì 22 novembre, alle ore 18.30, presso la Biblioteca Civica di Biella, nell’ambito di un ciclo di incontri promossi dal Comune di Biella insieme alla Cooperativa Solidarietà e Lavoro.

Si tratta di un racconto-verità con cui Giovanni Impastato ricostruisce la sua vicenda familiare, nel segno del fratello Peppino. Il libro diventa una sorta di diario intimo del rapporto tra due giovani diversi, certo, ma fratelli convinti di poter cambiare il loro destino.

Un racconto colmo di pagine inedite e di particolari mai rivelati, che si dipana a partire da un comune della città metropolitana di Palermo, Cinisi, e da una famiglia di agricoltori legati alla mafia locale.

È in questa famiglia che nasce Peppino, e cinque anni più tardi anche Giovanni. È da qui che si sviluppa la vicenda rivoluzionaria, drammatica, coraggiosa e libera del ragazzo destinato a diventare il più contagioso degli attivisti della lotta antimafia.

Una storia che non s’interrompe affatto con l’uccisione di Peppino, ma che continua per altri quarant’anni intrecciandosi a quella del nostro Paese, svelando spesso complicità e opacità.