Calcio

Giovinco potrebbe adattarsi al gioco del Parma?

Sebastian Giovinco potrebbe essere la grande sorpresa del calciomercato del Parma. La squadra ducale dovrà infatti dire addio a Dejan Kulusevski (destinato alla Juventus) e sarà costretta a cercare un nuovo attaccante. Bisognerà capire però quale ruolo andrà a ricoprire la “formica atomica” nello scacchiere di D’Aversa e se sarà in grado d’integrarsi in un sistema che non ruoterà attorno a lui.

Parma, Giovinco verso il ritorno: saprà adattarsi al nuovo gioco?

Il calciomercato del Parma sta ruotando intorno al possibile ritorno di Sebastian Giovinco. Il DS Faggiano sta infatti scandagliando il mercato alla ricerca di un profilo che possa sostituire il partente Dejan Kulusevski, destinato a vestire la maglia della Juve.

La “formica atomica” ormai ha raggiunto i 33 anni e, dopo diverse esperienze all’estero, potrebbe riabbracciare la Serie A per concludere dignitosamente la propria carriera. Nei due anni in cui ha vestito la casacca ducale Giovinco ha lasciato eccome il segno: 23 gol complessivi, di cui 15 in una sola annata, che contribuirono a rilanciarlo verso palcoscenici di un certo livello (leggasi Juventus). Da allora però sono trascorsi quasi 10 anni e diverse cose sono cambiate. Non solo il livello del campionato si è sensibilmente elevato, ma Giovinco ha trascorso diversi anni nella MLS e nel campionato arabo. In quei contesti era lui la stella indiscussa della squadra, mentre qui dovrà integrarsi in un sistema che si basa sulla velocità di Gervinho.

Ala o trequartista?

Seba Giovinco, pur nascendo come esterno offensivo, nel corso della sua carriera è stato impiegato prevalentemente come seconda punta in un attacco a due o come trequartista in appoggio ai due terminali offensivi. Bisogna partire da questa considerazione per capire se e come la “formica atomica” potrebbe integrarsi nel 4-3-3 di D’Aversa. Giovinco è un’ala atipica, che svaria su tutto il fronte d’attacco, ma preferisce partire leggermente defilato per poi sviluppare il proprio gioco al centro.

Anche per questo ha bisogno di un partner d’attacco forte dal punto di vista fisico che possa facilitarne il gioco. Al Parma potrebbe trovare un punto di riferimento in Inglese e Cornelius, entrambi attaccanti molto fisici cui D’Aversa affida spesso il compito di scendere fino a centrocampo e giocare di sponda a favore dei centrocampisti che poi devono allargare il gioco sugli esterni. Questi devono essere molto rapidi in fase di transizione riversarsi subito in attacco.

Giovinco, da questo punto di vista, potrebbe rivelarsi meno utile rispetto ai vari Kulusevski e Gervinho. Sebastian è infatti un calciatore che preferisce giocare palla al piede piuttosto che sfruttare gli spazi aperti. In MLS per esempio partiva spesso da posizione più centrale per poi andare in dribbling ed aprirsi lo spazio per tentare il tiro. Un tipo di gioco adatto ad un campionato come quello statunitense in cui il piccolo trequartista riusciva a far prevalere la sua tecnica assolutamente di un altro pianeta, ma che mal si concilia con le ambizioni di una squadra che fa del contropiede una delle sue armi migliori. Giovinco inoltre si è sempre dimostrato raffinato assist-man (ne ha fatti 14 in una sola stagione di MLS) ma, piuttosto che spingersi sul fondo per tentare il cross come un’ala pura, preferisce premiare gli inserimento tra le linee dei propri compagni.

Giovinco e Gervinho sono compatibili?

Ecco perché, invece che parlare di un’ala adatta al 4-3-3, bisognerebbe riferirsi a un trequartista in grado con i suoi mezzi tecnici di rifinire l’azione. Ma a questo punto sorge un interrogativo: nel Parma c’è davvero spazio per Giovinco? la squadra dio D’Aversa, come detto, utilizza il 4-3-3 e ha proprio negli esterni offensivi gli uomini cardine del proprio gioco. In particolar modo Gervinho che con i suoi sedici gol e sei assist è stato uno dei giocatori più determinanti degli ultimi due campionati. D’Aversa ha voluto assecondare la classe e l’esplosività dell’ivoriano lasciandogli maggior libertà sul fronte offensivo, e incaricando Kulusevski di dare una mano in fase difensiva.

Lo si può evincere dai dati sulla distanza media percorsa quest’anno: Kulusevski è secondo con 12 km mentre l’ivoriano ne ha percorsi solo nove. Giovinco dovrebbe dunque sacrificarsi per poter giocare con i crociati ed adattarsi ad un sistema in cui non sarebbe lui il principale punto di riferimento. Una soluzione diversa prevederebbe che D’Aversa mutasse il proprio modo di giocare passando al 4-3-1-2, ma in questo caso finirebbe per snaturare le caratteristiche di Gervinho il quale sarebbe costretto a giocare da seconda punta rinunciando all’esplosività che è stato sempre il suo migliore tratto distintivo.

I due insomma rischierebbero di pestarsi un po’ i piedi e già in passato Giovinco ha dimostrato di soffrire la concorrenza. Certamente un attaccante con la sua classe, abile sui calci piazzati (che il Parma non ha mai sfruttato quest’anno), sarebbe un’arma in più. Sempre che gli si riesca a trovare la giusta collocazione tattica.

Back to top button