La decisione del Tribunale di Roma, che ha accolto l’azione promossa dal Movimento Consumatori contro Netflix Italia, è destinata a segnare una svolta. I giudici hanno accertato, stando a quando comunica l’associazione, la vessatorietà – e quindi la nullità – delle clausole che consentivano la modifica del prezzo e di altre condizioni contrattuali dal 2017 al gennaio del 2024.
Per il piano premium gli incrementi accumulati nel tempo arrivano oggi a 8 euro al mese, per il piano standard a 4 euro. Coinvolto anche il piano base, interessato da un aumento di 2 euro a ottobre 2024. Per un abbonato premium attivo senza interruzioni dal 2017 il rimborso potrebbe avvicinarsi ai 500 euro; per lo standard si parla di circa 250 euro. E la decisione incide anche sul presente: chi oggi paga 19,99 euro per il piano premium, se abbonato dal 2017, dovrebbe corrispondere 11,99 euro; per lo standard il prezzo passerebbe da 13,99 a 9,99 euro.
Netflix, secondo quanto stabilito, dovrà anche informare tutti i clienti coinvolti, anche chi ha già chiuso l’abbonamento, e rendere pubblica la sentenza sia sul proprio sito sia sui principali quotidiani nazionali.
“Un cliente premium che abbia pagato ininterrottamente Netflix dal 2017 ad oggi ha diritto alla restituzione di circa 500 euro, mentre un cliente standard alla restituzione di circa 250 euro – si legge nel testo – Gli aumenti illegittimi riguardano anche il piano base che ha visto un aumento di 2 euro ad ottobre 2024″.
La sentenza impone a Netflix, secondo Movimento consumatori, di ridurre anche i prezzi degli abbonamenti attuali in misura pari agli aumenti illegittimi. “Se Netflix non provvederà immediatamente a ridurre i prezzi e a rimborsare i clienti – dichiara Alessandro Mostaccio, presidente di Movimento Consumatori – avvieremo una class action per garantire a tutti gli utenti la restituzione di quanto indebitamente pagato”.
Le clausole che consentivano la modifica del prezzo degli abbonamenti, in violazione del Codice del consumo, consentivano modifiche senza indicare nel contratto un giustificato motivo. Di conseguenza, sono stati dichiarati illegittimi gli aumenti unilaterali degli abbonamenti applicati da Netflix negli anni 2017, 2019, 2021 e novembre 2024 (ad eccezione degli aumenti relativi a contratti stipulati successivamente al gennaio 2024), spiega Movimento consumatori. Ciascun abbonato avrà diritto a una riduzione del prezzo attuale dell’abbonamento, alla restituzione delle somme indebitamente pagate e all’eventuale risarcimento del danno.
Nel frattempo l’associazione ha attivato un modulo online per raccogliere le adesioni degli utenti interessati a partecipare all’eventuale azione collettiva. Netflix ha invece fatto sapere che presenterà ricorso contro la decisione.
“Presenteremo ricorso contro la decisione. In Netflix i nostri abbonati vengono prima di tutto. Prendiamo molto sul serio i diritti dei consumatori e crediamo che le nostre condizioni siano sempre state in linea con la normativa e le prassi italiane”





