L’amministrazione Trump ha stanziato 1,6 milioni di dollari per finanziare uno studio sulla vaccinazione neonatale contro l’epatite B. La ricerca verrà svolta in Guinea-Bissau, un paese in cui un adulto su cinque è costretto a vivere con il virus. Un’operazione che i ricercatori hanno definito “altamente immorale” ed “estremamente rischiosa”.
Alto rischio per la salute dei bambini
Il finanziamento è arrivato dopo la rimozione, da parte del Centers for Disease Control and Prevention (CDC), della raccomandazione universale del vaccino anti-epatite B per i neonati negli Stati Uniti. La decisione riflette l’influenza di Robert F. Kennedy Jr., segretario della salute, noto attivista no-vax. L’intento è di rendere il vaccino una “scelta individuale”, malgrado i decenni di vaccinazioni sicure ed efficaci. Questa scelta rientra tra una serie di cambiamenti che Kennedy Jr. intende introdurre in merito alle immunizzazioni infantili. È incluso il taglio dei finanziamenti per i programmi volti a portare i vaccini nei paesi del mondo. In aggiunta, il segretario della salute ha tagliato i fondi alla GAVI Alliance, un ente mondiale che ha vaccinato oltre un miliardo di bambini. Ha motivato la sua scelta citando una studio del 2018 in cui si ipotizzava un aumento della mortalità legata ad alcuni vaccini.
Il finanziamento statunitense, destinato al Bandim Health Project sarà guidato da Aaby e Stabell Benn. Una ricerca che solleva innumerevoli preoccupazioni, non solo scientifiche, ma anche etiche. Paul Offit, direttore del Vaccine Education Center presso il Children’s Hospital di Philadelphia, ha dichiarato: “È altamente immorale scegliere di somministrare un vaccino ad alcuni bambini ma non ad altri”. Nello specifico, la ricerca si basa su un protocollo randomizzato che prevede di somministrare immediatamente il farmaco ad alcuni neonati. Ad altri, invece, verrebbe negato o posticipato. Secondo gli esperti è una scelta ingiusta, in quanto l’infezione contratta alla nascita potrebbero causa malattie come la cirrosi o il tumore al fegato in età adulta.
Il rischio di una sfiducia globale nella sanità
Oltre la violazione dei protocolli internazionali dell’OMS, preoccupa l’ambiguità della ricerca. Lo studio, infatti, non analizza l’efficacia del vaccino, ma presenta effetti generici sulla salute globale. Molti osservatori denunciano un atteggiamento “neocolonialista”, evidenziando come gli Stati Uniti abbiano tagliato gli aiuti sanitari pur continuando a sfruttare la popolazione per esperimenti simili. Numerosi medici e scienziati ritengono che lo studio serva a fornire basi pseudoscientifiche alle posizioni ideologiche dell’amministrazione. Si incorrerebbe nel rischio di alimentare una sfiducia globale nella sanità pubblica e di mettere a rischio la salute di migliaia di bambini. Paul Offit ha, poi, dichiarato: “Questo mi spezza il cuore. Davvero. È difficile dormire sapendo che i bambini vengono costantemente messi in pericolo dall’amministrazione”.
Stefania Cirillo





