Lunedì mattina le autorità greche hanno dovuto avviare un’intensa operazione di ricerca al largo dell’isola Samos, in Grecia, dopo il naufragio di un’imbarcazione. Tra i passeggeri coinvolti, una donna ha perso la vita a causa dell’incidente. Le ricerche proseguono per le tre persone disperse nel Mar Egeo.

I rischi delle rotte via mare

La vicenda si è verificata all’alba, nella zona di Petalides, dove ventisei naufraghi sono stati in grado di raggiungere la costa autonomamente. Dopo essersi messi in salvo, hanno allertato immediatamente i soccorsi a causa della presenza di altri compagni ancora in mare. La Guardia Costiera ha risposto prontamente all’avviso, mobilitando motovedette, un elicottero e imbarcazioni private. Anche delle squadre via terra si sono impegnate a setacciare le zone vicine al punto in cui la barca è affondata. Durante le ricerche il corpo di una donna, ormai senza vita, è stato recuperato. Attualmente non sono ancora stati forniti dettagli sulla vittima. L’incidente si è verificato in una delle rotte principali per l’ingresso nell’Unione Europea. Infatti, le isole dell’Egeo orientale, tra cui Samos, Lesbo e Chio rappresentano i luoghi in cui viene accolto un numero elevato di persone in fuga.

Il numero di persone che arrivano irregolarmente nel Mediterraneo orientale, pur essendosi ridotto del 30%, rappresenta ugualmente una situazione critica. Una buona parte degli spostamenti sta avendo luogo in una delle rotte più pericolose tra la Libia e Creta. Questi percorsi mostrano un incremento superiore del 270% rispetto all’anno precedente. Le acque greche, soprattutto negli ultimi giorni, sono state teatro di numerose tragedie. Il 6 dicembre 2025 i soccorritori hanno trovato diciassette corpi al largo di Creta. A pochi giorni di distanza dall’accaduto, sempre a Samos, un ragazzo di dodici anni ha perso la vita durante uno sbarco forzato. Solo una settimana fa un’altra imbarcazione si è schiantata contro le rocce dell’isola. I soccorritori hanno salvato ventotto dei trentuno passeggeri a bordo, altre tre persone sono ancora disperse. Il recente naufragio evidenzia quanto siano pericolosi i percorsi via mare che le persone sono costrette ad affrontare, nonostante gli sforzi delle autorità di frontiera.

Stefania Cirillo