Cronaca

Green pass europeo al via da ieri: primi disagi in aeroporto

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Da ieri è entrato in vigore il green pass che permette a tutti coloro che hanno ricevuto esito negativo del tampone o entrambe le dosi di vaccino o abbiano già passato il Covid, di poter partire e spostarsi all’interno dei paesi europei. Non sembra però filare tutto liscio agli aeroporti.

Green pass: code al check-in in aeroporto aumentate del 500%

Come riporta il Corriere, le organizzazioni internazionali che rappresentano le compagnie aeree e gli aeroporti denunciano che tra i 27 Paesi membri dell’Unione europea ci sono almeno dieci modalità di verifica di uno stesso green pass. Insomma se si parte potrebbe accadere che non vengano considerati gli esiti dei tamponi negativi all’andata ma al ritorno si; oppure che su uno stesso aereo, solo ad alcuni vengano chiesti i moduli di localizzazione. C’è, dunque, ancora un po’ di confusione e disorganizzazione.

Le conseguenze di ciò vanno ad influire sui tempi di attesa ai check-in, in quanto sono aumentati del 500% con una media di 12 minuti a persona e sicuramente questo non va ad incidere positivamente sulla voglia dei turisti di intraprendere un viaggio. Willie Walsh, capo della Iata, ha affermato che i passeggeri perdono all’accettazione aeroportuale in media circa 1 ora e mezza in più.

Il problema principale è che non ancora tutti in paesi europei riconoscono il QR code digitale del green pass. Così come il Passenger locator form (PLF), solo l’Italia accetta il formato digitale, le altre nazioni vogliono il formato cartaceo.

Irlines for Europe, Airports Council International, European regions airline association e International air transport association hanno scritto ai capi di stato per chiedere coordinamento tra le nazioni europee.

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