“Sono ottimista”, esordisce così Beppe Grillo nel messaggio pubblicato sui suoi profili social, nel video Grillo appare alla guida di un carro funebre, in un chiaro riferimento al Movimento, che ha più volte definito “morto”.

Nel video Grillo rivendica di essere il custode dei “valori del movimento, ormai scomparsi. Sono stati traditi, non lo riconosco più” e accusa Conte, che chiama il “Mago di Oz”, di aver disintegrato il Movimento non aver mai risposto alle sue richieste. “Come garante non intervenivo in nulla, tutti i progetti che inviavo al Mago di Oz non arrivavano mai a nulla perché non si faceva trovare. Gli ho mandato una cinquantina di progetti, meraviglio, ma non si è fatto più trovare: la sua dinamica è stata quella di non farsi più trovare da me”, dice.

“Hanno votato meno della metà degli iscritti, ma vi pongo un dubbio”, dice commentando le votazioni dell’Assemblea degli iscritti al M5s. “Avete già deciso e io ho già perso, lo so. Ma sono ottimista perché questo Movimento aveva un’identità straordinaria. Il modo di comportarsi di Oz è stata la carta vincente per disintegrare il Movimento nella sua identità”, prosegue.

Il garante rincara la dose contro Conte, che invita a farsi un altro simbolo. “Soffre di una sindrome compulsiva di ripetizione a specchio”, è l’attacco. Grillo poi, parla agli iscritti: “il Movimento è morto ma il suo humus no”. E annuncia di avere un’idea per restare in politica. “Lancerò qualcosa di meraviglioso”.

La comunicazione arriva a pochi giorni dalle nuove votazioni, che si terranno dal 5 all’8 dicembre, e in cui gli iscritti saranno chiamati ad esprimersi, ancora una volta, su alcune questioni chiave, tra cui quelle su simbolo, nome e ruolo del garante. Ed è a loro che si rivolge quando dice: “Andare a votare o per funghi, come volete”.

Negli scorsi giorni risultati della prima Costituente, in cui si è deciso di superare il limite dei due mandati e di destituire Grillo dalla funzione di garante, erano state contestate dal fondatore che si era appellato allo Statuto, chiedendo la ripetizione della votazione. Ora la strategia potrebbe essere quella di puntare all’astensionismo dei votanti: senza il quorum infatti, l’intero voto – incluso il primo – sarebbe invalidato.