La guerra entra nel cuore industriale in Ucraina: la Russia avanza nel Dnipro. Per la prima volta in tre anni e mezzo di conflitto, le truppe russe conquistano due piccoli centri nella regione di Dnipro. Un segnale politico e militare, più che strategico, che apre scenari inquietanti sul futuro dei negoziati.

Martedì l’esercito russo ha varcato un nuovo confine: quello della regione di Dnipro, in Ucraina orientale. Secondo Il Post, le truppe di Mosca hanno conquistato due centri abitati minuscoli, Zaporizke e Novohryhorivka, entrambi con poche decine di residenti rimasti. Non contano per la strategia militare, ma contano per la geografia simbolica della guerra: è la prima volta, in tre anni e mezzo di conflitto, che il Cremlino mette piede in questa regione, storicamente seconda solo al Donbas per peso industriale.

Una novità per la guerra tra Ucraina e Russia

La conferma è arrivata non solo da fonti russe ma anche dal sito indipendente Deepstate, piattaforma ucraina che da mesi aggiorna la mappa del fronte grazie a contatti diretti con i militari. Kiev ufficialmente non riconosce la caduta dei due villaggi, parlando di “scontri ancora in corso”. Ma il segnale è evidente: la Russia sta consolidando avanzate a più livelli lungo la linea di contatto.

Ad oggi Mosca controlla oltre il 20 per cento del territorio ucraino: le regioni annesse con referendum-farsa nel 2022 (Luhansk, Donetsk, Zaporizhzhia e Kherson) sono occupate solo parzialmente, tranne Luhansk ormai del tutto caduta. Dnipro non rientra tra le aree ufficialmente rivendicate da Putin, ma l’apertura di un “fronte secondario” ha un doppio valore: logorare la resistenza ucraina e accumulare nuove carte in vista di possibili negoziati.

Un incontro tra oligarchi

Si parla già di “scambio di territori”: cedere piccole porzioni conquistate, come in Kharkiv, per tenersi intere regioni orientali. Un’ipotesi rilanciata nell’incontro Trump-Putin organizzato da Washington, che però resta congelato. Non tanto per mancanza di volontà occidentale, quanto perché il Cremlino sembra puntare su altro: avanzare metro dopo metro, villaggio dopo villaggio, per presentarsi a un tavolo (se mai ci sarà) con sempre più terre da mettere sul piatto.

La guerra in Ucraina, insomma, non è più solo un conflitto per le regioni del Donbas: l’ingresso delle truppe russe nel Dnipro segna un salto. Se fino a ieri era “solo” questione di territori già rivendicati, oggi Mosca mostra di voler alzare la posta.

Maria Paola Pizzonia