Ai David di Donatello 71 La grazia di Paolo Sorrentino riceve ben 14 candidature: miglior film, regia, sceneggiatura originale, attrice protagonista, attore protagonista, attrice non protagonista, casting, autore della fotografia, scenografia, costumi, trucco, montaggio, effetti visivi e David giovani. Si aggiudica così un posto in vetta alla classifica dei titoli David per il maggior numero di candidature. Battuto solamente da Le città di pianura, di Sossai.
Il trionfo del cinema d’autore
Sono state presentate le cinquine dei David di Donatello. La testa della classifica è contesa dal cinema d’autore. Troviamo infatti al primo posto Le città di pianura di Francesco Sossai, con ben 16 candidature. Mentre al secondo posto, con 14 nomination, ecco La grazia di Paolo Sorrentino. Questa onda autoriale è anche più vera andando avanti nella classifica delle candidature. Infatti, a seguire figurano: Silvio Soldini con il raffinato Le assaggiatrici; Pietro Marcello con una misteriosa La Duse; Mario Martone con Fuori ispirato a Goliarda Sapienza; l’opera pop La città proibita di Gabriele Mainetti e, infine, Damiano Michieletto, innovativo regista teatrale prestato al cinema, con Primavera.

Coordinate tecniche di ‘La grazia’
La grazia è un film del 2025 scritto, diretto e co-prodotto da Paolo Sorrentino. Interpretato da Toni Servillo alla sua settima collaborazione con Sorrentino, insieme ad Anna Ferzetti e Massimo Venturiello, è stato presentato come film d’apertura all’82ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia il 27 agosto 2025, venendo candidato al Leone d’oro. L’ispirazione per la pellicola, come rivelato da Sorrentino, è la grazia concessa dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella a un uomo condannato per aver ucciso la moglie malata di Alzheimer. Il film segue Mariano De Santis, un Presidente della Repubblica a fine mandato, immerso nel dubbio etico mentre deve firmare una legge sull’eutanasia e concedere due delicate grazie. Tra solitudine, fede e la relazione con la figlia Dorotea, il film esplora il confine tra legge, amore e responsabilità.
Miglior film, sceneggiatura e miglior regista: Sorrentino e la lunga storia ai David
Il film La grazia concorre nelle principali categorie del festival: miglior film e miglior regia. Paolo Sorrentino solcherà il teatro 23 di Cinecittà, già vincitore di un Premio Oscar per la Grande Bellezza, che ha concorso come miglior film internazionali agli Academy di LA. Ancor più interessante è il fatto che il regista napoletano, proprio ai David di Donatello, abbia vinto la tripletta d’oro nell’anno 2005. Si aggiudicò, per il suo film Le conseguenze dell’amore, tre David: miglior film, migliore sceneggiatura e miglior regia. Nel 2012 vince la Migliore sceneggiatura per This Must Be the Place. Nel 2014 vince il Miglior regista per La grande Bellezza. E infine nel 2022 si aggiudica Miglior film e Miglior regia per È stata la mano Dio, con cui portò a casa anche il premio David giovani.

I migliori interpreti: attore e attrice
Per La grazia abbiamo la candidatura al miglior attore protagonista, per Toni Servillo e la candidatura alla migliore attrice protagonista, per Anna Ferzetti. Toni Servillo è praticamente un pilastro del cinema italiano, avendo vinto nella sua carriera 4 David di Donatello come Miglior Attore Protagonista su numerose candidature tra il 2005 e il 2014. Le sue vittorie principali includono Le conseguenze dell’amore (2005), La ragazza del lago (2008), Il divo (2009) e La grande bellezza (2014). Anna Ferzetti invece è un’attrice italiana nota per il suo lavoro tra cinema e TV, legata sentimentalmente all’attore Pierfrancesco Favino dal 2003. La coppia, che ha due figlie, Greta e Lea, è nota per la sua riservatezza, apparendo insieme in eventi come il red carpet dei David di Donatello. Sarebbe questo il primo David per la nota attrice, dopo l’ultima candidatura nel 2020 per il film Domani è un altro giorno.
Un’altra interprete candidata è Milva Magliani, per la migliore attrice non protagonista. Un ruolo, ne La grazia, dotato di un grande talento interpretativo e una maturissima profondità. L’attrice è per la prima volta candidata ai David.
Miglior casting, autore della fotografia e montaggio
La grazia concorrerà per numerose categorie tecniche e narrative. Per esempio figura in bella vista la categoria per la migliore fotografia, curata da Daria D’Antonio. Molto nota la fotografia dei film di Paolo Sorrentino che immortalano il reale in maniera sempre sul labile confine tra realismo e onirismo. Campi lunghi che fanno vivere il vuoto e la solitudine sorgono nel suo ultimo film, con un Toni Servillo che si staglia sul fondo come un personaggio magrittiano. Il film concorre anche per il miglior casting, lavoro svolto da Anna Maria Sambucco e Massimo Appolloni. Mentre il montaggio, che concorrerà ai David, per il notevole lavoro di cucitura narrativa del film, al servizio dei pensieri del personaggio, è stato affidato a Cristiano Travaglioli.
Effetti visivi, scenografia, costumi e trucco
La grazia è una cartina psicologica e politica dell’Italia, in cui i due ambiti si flettono e si innestano tra loro, per un’inestricabile massa materica finale. Il film è elegante e profondo al tempo stesso, e a renderlo tale sono anche i dettagli tecnici e visivi. Ecco perchè il film concorre per: i migliori effetti speciali visivi, curati da Rodolfo Migliari e Lena Di Gennaro; migliore scenografia di Ludovica Ferrario e Laura Casalini; i migliori costumi di Carlo Poggioli e il miglior trucco, di Paola Gattabrusi. La ricostruzuone di un preciso spaccato politico italiano è stato reso tale dall’ineccepibile lavoro artigiano di questi artisti cinematografici.
Se la grazia facesse jack-pot di premi ai David di Donatello 71 non ci stupiremmo. D’altronde Paolo Sorrentino ha già conquistato pubblico e critica con la sua lenta ma consistente ascesa nel panorama cinematografico contemporaneo. Sarebbe tuttavia una sorpresa che un film tanto schiacciato sul reale italiano e sulla politica moderna possa vincere molti riconoscimenti. Ma La grazia costituisce davvero la conferma delle nostre coordinate identitarie o smantella segretamente le nostre certezze? I David ne premierebbero proprio questa indecifrabile e misteriosa natura e sarebbe un’eversiva e inaspettata vincita.
Doriana Gatta





