In questo periodo di buoni propositi in tantissimi si approcciano all’haircare. Tra le tecniche più affascinanti e più replicate c’è sicuramente l’hair oiling, che ha come fine quello di rinforzare i capelli e farli crescere. Si tratta di un rito ayurvedico, tramandato di madre in figlia, che non si limita alla sola crescita dei capelli, ma va a prendersi cura del proprio corpo. Inoltre, secondo la medicina olistica, con il massaggio che è parte del rito si va ad aprire il “chakra della corona”, il centro energetico legato alla saggezza e all’illuminazione.

Hair oiling, do’s and don’ts di questa pratica

In sanscrito questa tecnica si chiama “Snehana”, che significa “amore” o “avvolgere”. Inoltre, l’hair oiling era un momento di connessione, spesso tramandato di madre in figlia. La tecnica consiste nel massaggiare oli vegetali, spesso arricchiti con erbe ayurvediche, sul cuoio capelluto e sui capelli per nutrirli in profondità. Con la costanza si possono ottenere benefici importanti. Questo perché l’olio idrata le lunghesse, penetrando in profondità nel fusto del capello e nel cuoio capelluto. I capelli risultano così più elastici e quindi resistenti e meno inclini a spezzarsi. Le lunghezze saranno quindi sicuramente più luminose e morbide.

Fondamentale è anche il massaggio del cuoio capelluto che stimola la microcircolazione sanguigna. Ne giova quindi in termini di ossigenazione e l’apporto di nutrienti ai follicoli piliferi. L’olio inoltre idrata il cuoio capelluto, riducendo irritazioni, prurito e desquamazione. Le cose da fare sono semplici: si spazzolano i capelli e si dividono in sezioni per applicare l’olio scelto. Successivamente si massaggia l’olio per 5-10 minuti, con un tool apposito o semplicemente con i polpastrelli. Sui tempi di posa e la frequenza ci si divide: c’è chi parla di massimo quattro ore per 1 o 2 volte a settimana, chi parla di maggiore frequenza e anche chi lo tiene in posa tutta la notte.

È molto importante, però, rimuovere tutti i residui con almeno due shampoo, e utilizzare il balsamo per chiudere bene le squame. Ma quale olio utilizzare? Argan e oliva sono tra i più “pesanti”, insieme a quello di cocco (ma attenzione perché potrebbe essere comedogeno). Molti citano anche l’efficacia dell’olio di rosmarino, ma non deve mai essere utilizzato puro (sempre diluito). Da non sottovalutare anche jojoba e mandorle, o ricino.

Marianna Soru