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Hole in one: record e curiosità sul sogno di ogni golfista

“Non bisogna mai smettere di sognare”, frase fatta di difficile applicazione. Chi non ha mai smesso di provarci è, però, il signor Gus Andreone. Questo golfista della Florida nel dicembre 2014, alla tenera età di 103 anni, registra la sua ultima hole in one. Con una punta d’orgoglio, ci tiene a far sapere che si tratta dell’ottavo ace della sua carriera. Il primo risale addirittura al 1939.

Tante hole in one da record

Gus Andreone detiene tutt’oggi il record del mondo come giocatore più anziano ad aver segnato una buca in uno, avendo scalzato una donna di 102 anni, Elsie McLean, che ottenne questo record al Bidwell Park nel 2007. Ovviamente quello dell’età non è l’unico record riguardante le hole in one. Abbiamo già parlato della prima mai registrata nella storia (quella di Tom Morris Jr.). Ovviamente non il risultato non è solo bravura, ma non è sempre e solo fortuna. Nei par 3 i professionisti ne segnano diverse e ci si avvicinano molto spesso, non è però così scontato che s’imbuchi solamente alle buche corte. Anzi, nelle buche più lunghe sono i dilettanti a farla da padrone.

I record dei professionisti sono meno eclatanti di quelli dei dilettanti

Tra i professionisti troviamo poche sorprese, sicuramente per il numero decisamente minore di gare giocate rispetto a quelle dilettantistiche. Nonostante quasi ogni settimana sull’European Tour si registri una buca in uno, solo una volta nella storia si è trattato di un par 4. Parliamo della hole in one di Andrew Magee, detentore di ben 2 record: buca in uno più lunga nel Tour (332 yards) ed unico della storia a segnala in un par 4. Magee alla 17 di Scottsdale tira fortissimo ma non raggiunge il green, la palla rotola abbondantemente e colpisce il putter di un giocatore del flight precedente che si trova sul green. Incredibilmente, la palla va in buca, è albatross, o doppio eagle a voler fare i puristi. Sull’European Tour non è mai stato registrato un condor.

Tra i dilettanti i record sono davvero incredibili

Il primo condor (hole in one in un par 5) di cui siamo a conoscenza lo segna Larry Bruce, in Arkansas, nel 1962. Nella storia ne registriamo altri 4, tra i quali il più impressionante è sicuramente quello di Shaun Lynch, che in Inghilterra manda la palla in buca coprendo la distanza di 496 yarde con un ferro 3! È giusto menzionare anche Mike Crean, il quale nel 2002 segna la buca in uno più lunga di sempre, 517 yards in Colorado. Il californiano Norman Manley è il giocatore che ne ha segnate di più in carriera, addirittura 59 in 15 anni.

Alcune curiosità riguardo le hole in one

L'incredibile hole in one di Louis Oosthuizen alla buca 16 di Augusta - Photo Credit: daiymail.co.uk
L’incredibile hole in one di Louis Oosthuizen alla buca 16 di Augusta – Photo Credit: daiymail.co.uk

Tiger Woods è a quota 3 sul PGA Tour. Non molte in effetti, ma la sua prima hole in one in assoluto la segna all’età di 6 anni. A proposito di bambini, il record per il golfista più giovane ad aver segnato una buca in uno appartiene a Jake Paine, registrata nel 2001 al Lake Forest Golf Course all’età di 3 anni, 5 mesi e 15 giorni. Paine si ripeterà 10 anni dopo, quando vincerà il suo primo ed unico torneo, anche grazie alla hole in one segnata all’Heartwell Golf Course di Long Beach.
Il 16% delle hole in one sono segnate dalle donne, mentre viene stimato che nel 40-45% dei casi, per imbucare dal tee, viene usata una palla Titleist. Tra le ultime in ordine di tempo, impossibile non citare quella di Louis Oosthuizen alla 16 di Augusta. Par 3, ferro in centro green, la palla sembra andare verso la buca ma impatta quella di JB Holmes, la sposta e finisce la sua corsa in buca. Tutto questo al Masters.

Memorabili anche le gesta di Costantino Rocca e Chicco Molinari

Tra le hole in one che noi italiani portiamo nel cuore, figura senza dubbio quella segnata da Costantino Rocca durante la Ryder Cup vinta dall’Europa nel 1995. Sesta buca dell’Oak Hill Country Club, 167 yards. Costantino con un perfetto ferro 5 imbuca e si aggiudica il match. Sul PGA Tour, Francesco Molinari è subito dietro Tiger, con le sue due hole in one segnate nel 2015 al Waste Management Phoenix Open e durante l’Arnold Palmer Invitational del 2018. Visto che statisticamente un professionista segna una hole in one ogni 3000 buche e un dilettante con handicap medio ogni 12000, l’unico consiglio è: giocare tanto e crederci sempre.

David Mario Arciero
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