Ormai lo sappiamo, il Draft NBA non è una scienza esatta. Lo dimostrano i giocatori nella storia della NBA selezionati magari in posizioni molto alte ma che hanno disatteso tutte le previsioni. L’esempio più lampante è Sam Bowie, selezionato al Draft 1984 dai Portland Trail Blazers con la seconda chiamata, scelto appena prima di Michael Jordan.

Infortuni, sfortuna, o semplicemente errori da parte delle franchigie NBA al momento della selezione. La nuova rubrica Horror Draft vi porterà alla scoperta di questi giocatori, le cui carriere per vari motivi hanno stentato a decollare. Oggi il nostro focus si concentrerà su Greg Oden.

Greg Oden prima del Draft

Greg Oden in maglia Buckeyes. Photo by Bob Leverone / Getty Images

Durante la stagione NCAA Greg Oden era uno dei giovani cestisti più promettenti del panorama mondiale, e si stava giocando la prima scelta del Draft NBA 2007 con un certo Kevin Durant.

Greg Oden sembrava essere il nuovo next big thing, il nuovo Shaquille O’Neal: 213 centimetri di altezza, quasi 130 chili e una tecnica sotto le plance veramente notevole. Dopo gli anni passati alla Lawrence North High School Oden sceglie di giocare in NCAA per gli Ohio State Buckeyes, e chiude la sua stagione da freshmen con medie di ottimo livello. Oden infatti totalizza 15.7 punti e 9.6 rimbalzi a partita, ed attira su di se l’interesse degli scout NBA.

Il nativo di Buffalo si rende eleggibile per il Draft NBA 2007, ed il 28 giugno le luci del Madison Square Garden di New York, e del mondo intero, sono puntate su di lui e su Kevin Durant, per vedere chi sarà la prima scelta assoluta.

Oden vola a Portland

LaMarcus Aldridge, Greg Oden e Brandon Roy. Photo by Kent Smith / NBAE via Getty Images

“With the first pick in the 2007 NBA Draft, the Portland Trail Blazers select Greg Oden from Ohio State University.”

Si apre così la serata per Greg Oden, con le parole di David Stern, le quali annunciano che viene selezionato con la prima scelta assoluta dai Portland Trail Blazers. Raggiunge così una squadra in rampa di lancio, che tra le sue fila può contare del talento di LaMarcus Aldridge e Brandon Roy, un altro giocatore che in fatto di sfortuna ed infortuni può dire benissimo la sua.

La sfortuna sembra essere di casa nella Rip City, infatti la gioia della prima scelta al draft dura poco. Il nuovo centro dei Blazers è costretto a saltare infatti tutta la sua prima stagione NBA a causa di un intervento chirurgico. Oden si era infatti procurato una microfrattura alla cartilagine del ginocchio destro, costringendolo ai box per tutte e 82 le partite della stagione 2007/2008.

Il numero 52 torna così per la stagione 2008/2009, per la quale si può considerare a tutti gli effetti un rookie.

La sfortuna si accanisce su Oden

Greg Oden dopo un infortunio. Photo by Bruce Ely / The Oregonian 

Il debutto di Greg Oden in NBA avviene il 28 ottobre 2008, ma la sfortuna sembra seguirlo. Il neo centro dei Trail Blazers gioca solamente 13 minuti, prima di lasciare il parquet per un infortunio al piede. Durante la sua prima stagione tra i professionisti salta 21 partite su 82, scrive il suo career-high di 24 punti (conditi da 15 rimbalzi) contro i Milwaukee Bucks e totalizza medie di 8.9 punti, 7 rimbalzi e poco più di una stoppata.

La seconda stagione di Oden inizia molto bene: il centro infatti mostra ottimi miglioramenti nel suo gioco, soprattutto a livello difensivo, e si dimostra un ottimo stoppatore e rimbalzista. Oden e Portland stanno andando alla grande, ma le cose cambiano il 5 dicembre 2009.

Oden viaggia a medie di 11.1 punti, 8.5 rimbalzi e 2.3 stoppate, e quella sera al Rose Garden di Portland arrivano gli Houston Rockets, orfani del centro cinese Yao Ming. La partita è iniziata da pochi minuti e la sfortuna torna a bussare a casa Oden. Il numero 52 atterra male dopo un salto e si procura la rottura della rotula del ginocchio sinistro.

In tutto il Rose Garden non vola una mosca, per la paura di quello che era appena successo. La conseguenza di questo infortunio è impietosa: per Greg Oden è stagione finita, un’altra volta.

Carriera finita anzitempo

Greg Oden in maglia Miami Heat. Photo by Joe Murphy / NBAE via Getty Images

Il 17 novembre 2010, ovvero quasi un anno dopo quella maledetta serata, un altro fulmine a ciel sereno scuote Oden e Portland. Greg è quasi guarito dall’infortunio, ma sente ancora dolore al ginocchio sinistro. Il numero 52 si sottopone ad una risonanza magnetica che evidenzia un altro danno della cartilagine, che lo costringe ad un altro intervento di microfattura, come quelle eseguito pochi mesi dopo essere stato scelto al Draft.

Questo nuovo stop sembra gettare ombre su una carriera che sfortunatamente sembra essere già arrivata ai titoli di coda. Nei primi quattro anni disputati infatti Oden ha giocato solo 82 partite, saltandone per infortunio la bellezza di 246.

Il nativo di Buffalo salta completamente anche la stagione 2010/2011 e quella 2011/2012, fino al 15 marzo 2012, quando Portland decide di rescindergli il contratto. Poco dopo annuncia che salterà anche la stagione successiva, per recuperare completamente a livello fisico.

Sembra essere il canto del cigno per Greg Oden, che nell’estate 2013 strappa un contratto coi Miami Heat. In Florida disputa appena 23 partite, con medie da 2.9 punti e 2.3 rimbalzi.

Greg Oden adesso

Greg Oden in maglia Aliens durante il Big 3. Photo by Grace Hollars / IndyStar

Dopo un’anno in Cina nella CBA, disputata in maglia Jiangsu Dragons (quasi 13 punti di media a partita) Greg Oden durante la scorsa stagione ha preso parte al campionato Big 3.

Il Big 3 è una lega di 3 contro 3 ideata ed organizzata dal rapper Ice Cube, che può contare di molti ex grandi giocatori NBA, tra i quali Joe Johnson e Amar’e Stoudemire. Greg Oden è entrato a far parte del team Aliens, assieme a giocatori del calibro di Shannon Brown, Ryan Hollins, Andre Owens e Brandon Rush.

Di certo durante la stagione 2006/2007 nessuno si sarebbe immaginato uno scenario così per Greg Oden, il quale senza dubbio si può considerare uno dei più grandi rimpianti e “what if” della storia NBA.

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