Al pubblico di Netflix appassionato del genere, il caso Berkowitz è già noto: David Berkowitz, uomo dietro il nome del noto serial killer “Son of Sam“, appare infatti come uno dei serial killer intervistati nella serie Netflix “Mindhunter“. Stavolta sarà invece al centro di una mini serie documentaria intitolata “I Figli di Sam“.
I 4 episodi ruotano attorno al caso Berkowitz e alle indagini del giornalista Maury Terry, che ha a lungo sostenuto la tesi che il killer avesse dei complici o dei seguaci. Nel trailer di questo nuovo true crime assistiamo al frammento di un interrogatorio: alla domanda “Ci sono stati 8 attacchi. Li hai fatti tutti tu?“, Berkowitz risponde “Non ho premuto il grilletto in ogni singolo caso“. La serie parte dai dubbi che permangono su questa indagine sospesa e sin da quel titolo che sceglie il plurale “I Figli di Sam” sembra che gli episodi indagheranno l’ipotesi che il serial killer non agisse da solo.
“I Figli di Sam” e i precedenti di un caso che fa presa sulla cultura pop
Negli anni ’70 Berkowitz è stata una delle persone più ricercate d’America: ha terrorizzato la città di New York e in quella che è conosciuta come “Estate di Sam” ( l’estate del ’77) ha spinto molte donne a tagliarsi i capelli e a tingerli di colore più chiaro perché sembrava che il killer attaccasse ragazze con un taglio lungo e capelli scuri. Questa storia di terrore non ha mancato di lasciare traccia nella cultura pop di quegli anni e non solo.
Si pensi al chitarrista di Marilyn Manson che sceglie come nome d’arte “Daisy Berkowitz“, dal nome del serial killer, o alle numerose citazioni dei suoi delitti che appaiono in alcuni prodotti culturali: lo troviamo menzionato in alcune opere di Stephen King, in alcuni episodi di serie tv come “Criminal Minds“, “Law and Order“, persino “The Vampire Diaries” prima di arrivare al già citato “Mindhunter“. Gli omicidi di Berkowitz sono infine il punto di partenza del film “S.O.S. Son of Sam- Panico a New York” (1999) di Spike Lee.

“Nella tana del coniglio”
“State attenti ad andare fino infondo a questa tana del coniglio, perché potreste non trovare l’uscita.”
Joshua Zeman
Queste sono le parole del regista Joshua Zeman che leggiamo in un titolo del “Rolling Stone” di qualche giorno fa. Il pubblico di questi true crime però non vede l’ora di buttarsi a capofitto in questa tana, immergendosi nel fascino di storie vere, di assassini seriali, di menti contorte che scioccano intere generazioni.
In “The Sons of Sam” si propone tuttavia un approccio diverso. Una docuserie che segue indagini e documenti invece di una narrazione che analizza e presenta un personaggio sfaccettato. Quattro puntate che seguono i passi del giornalista Maury Terry per dare risposta alle domande “Ha agito da solo?”, “Aveva dei complici?”, “Era parte di una setta satanica?”. La storia del caso Berkowitz e un tentativo di sciogliere questi nodi si trovano ne “I Figli di Sam” da oggi (5 maggio) disponibile su Netflix.
Debora Troiani
Seguiteci anche su Twitter, Instagram e Facebook!





