Dopo anni di battaglia legale, si è (forse) conclusa la causa intentata da Spencer Elden, l’allora bambino immortalato nudo sulla copertina dell’album Nevermind, pubblicato nel 1991 dai Nirvana. Elden sostiene che la fotografia sia pedopornografica e che, all’epoca, i suoi tutori legali non abbiano formalmente acconsentito all’utilizzo della sua immagine sulla cover. I suoi avvocati sono autorizzati a presentare ricorso contro la sentenza; è probabile, dunque, che si tornerà in tribunale.

Secondo quanto riportato da Billboard, il giudice Fernando M. Olguin, ha così motivato il verdetto: «Né la posa, né il punto focale, né l’ambientazione, né il contesto generale suggeriscono che la copertina dell’album mostri comportamenti sessualmente espliciti. Questa immagine, che è molto simile a una foto di famiglia di un bambino nudo che fa il bagno, è chiaramente insufficiente a supportare un’affermazione di pornografia infantile».

Secondo i giudici, Spencer Elden avrebbe tratto profitto dalla copertina dell’album dei Nirvana “Nevermind”

Olguin aveva già respinto la causa nel 2022 per violazione della prescrizione. Una corte d’appello, nel 2023, aveva annullato la sentenza, riabilitando la causa di Elden. Questa volta, il giudice ha spiegato che «la nudità deve essere associata ad altre circostanze che rendono la rappresentazione visiva lasciva o sessualmente provocatoria». Ha poi sottolineato come il giovane, ormai trentaquattrenne, abbia tratto per anni profitto da quello scatto, vendendo cimeli e firmandosi come “bambino dei Nirvana”.

«Per molti anni», scrive Olguin, «il querelante ha accolto con favore e tratto beneficio finanziario dall’essere apparso sulla copertina dell’album. Le azioni del querelante relative all’album nel corso del tempo sono difficili da conciliare con le sue affermazioni secondo cui la copertina dell’album costituisce pornografia infantile e che ha subito gravi danni a causa sua». L’avvocato dei Nirvana, Bert Deixler, si è detto «lieto che il tribunale abbia posto fine a questo caso privo di fondamento, e che abbia liberato i nostri clienti da uno stigma frutto di false accuse». Tra gli imputati c’erano Dave Grohl e Krist Novoselic, membri superstiti della band grunge, Courtney Love e il fotografo Kirk Weddle.

Federica Checchia