I fan che speravano in un loro futuro ritorno al Coachella resteranno delusi; i Massive Attack hanno rifiutato l’offerta di partecipare alla prossima edizione del festival californiano, e non sembrano intenzionati a cambiare idea. A rivelarlo è Robert “3D” Del Naja; intervistato da NME, il frontman ha dichiarato: «Abbiamo detto di no al Coachella per l’anno prossimo perché ci siamo già stati una volta ed bastata. È a Palm Springs. È un resort costruito in un deserto, alimentato da un sistema di irrigazione che usa l’acqua pubblica. Pazzesco. Se vuoi vedere qualcosa che è il comportamento umano più assurdo, vai lì».
Il gruppo trip hop britannico, d’altronde, è da sempre in prima linea per la salvaguardia del pianeta, come dimostra Act 1., evento musicale organizzato da 3D e Grant “Daddy G” Marshall a Liverpool, che ha fatto registrare bassissime emissioni di carbonio. Ad agosto, inoltre, il loro concerto a Bristol si era distinto per i suoi standard innovativi di sostenibilità ambientale. La cattedrale nel deserto tirata su dal Coachella appare quindi troppo lontana dalla loro etica professionale e artistica; impossibile, dunque, accettare l’invito.
L’attivismo ecologico dei Massive Attack

Del Naja ha detto la sua anche sui colleghi che accettano la residency a Las Vegas, considerata da lui una «destinazione aerea» nel deserto. Anche il nuovo The Sphere, con buona pace degli U2, finisce nel suo mirino: «Un’infrastruttura brillante nel posto peggiore possibile, nel contesto peggiore del mondo».
Il duo inglese è noto per il suo attivismo e la sua politica quasi quanto per la sua musica rivoluzionaria, e le questioni climatiche e l’ambientalismo sono sin dagli esordi un elemento principale della loro carriera. Oltre a supportare il gruppo Extinction Rebellion, i Massive Attack hanno anche criticato l’impatto che la musica dal vivo ha sull’ecosistema. Nel 2021, hanno commissionato uno studio tramite il Tyndall Centre for Climate Change Research, lanciando infine il loro piano per ridurre le emissioni di carbonio nell’intera industria musicale. La svolta green della live music, fortunatamente, sembra essere una realtà in continua crescita; dai Coldplay al nostrano Firenze Rocks, sono molti i musicisti e le manifestazioni che stanno compiendo scelte più consapevoli a livello d’inquinamento e sostenibilità.
Federica Checchia
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