I Paesi del Golfo cercheranno di ampliare la propria rete di alleati in materia di sicurezza, mentre la guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran continua a impensierirli, nonostante il (traballante) cessate il fuoco. Almeno nel prossimo futuro, dovranno infatti convivere con la costante minaccia del regime iraniano e del suo arsenale missilistico residuo. La presenza di basi americane sul loro territorio li ha resi bersagli per Teheran, che ha reagito all’attacco congiunto israelo-statunitense.
I governi degli Stati interessati hanno dichiarato di non poter tollerare che l’Iran mantenga il controllo dello Stretto di Hormuz, attraverso il quale transita la maggior parte dei loro scambi commerciali. Accettando il cessate il fuoco questa settimana, il regime ha insistito sul fatto che avrebbe continuato a gestire l’importante passaggio, acquisito durante la guerra, fatto che consentirebbe a Teheran di strangolare il Golfo a piacimento. Il futuro dello stretto sarà uno dei principali punti di controversia da negoziare tra Stati Uniti e Iran, nei colloqui che si terranno a Islamabad e che dovrebbero iniziare già venerdì.
I Paesi del Golfo sono divisi sull’Iran
I Paesi del Golfo, tuttavia, sono divisi sul futuro delle relazioni con l’Iran: un gruppo intransigente guidato dagli Emirati Arabi Uniti e dal Bahrein, vuole adottare una linea più dura, mentre altre nazioni sperano nella pace attraverso un rinnovato legame con Teheran.
I media statali iraniani sostengono che gli Emirati Arabi Uniti sarebbero i responsabili dell’attacco alle loro infrastrutture petrolifere sull’isola di Lavan, avvenuto poche ore dopo l’annuncio del cessate il fuoco, e che il regime avrebbe reagito. Si tratterebbe dell’unica azione offensiva nota da parte di una nazione del Golfo nel conflitto. Gli Emirati Arabi Uniti non hanno rilasciato commenti. Giovedì, Arabia Saudita e Iran hanno avuto il loro primo contatto ufficiale dall’inizio della guerra, con una telefonata tra i due ministri degli Esteri, in cui si sono discusse le modalità per ridurre le tensioni e ripristinare la sicurezza e la stabilità nella regione.
Federica Checchia




