I peccatori di Ryan Coogler è uscito nelle sale all’inizio di questo mese ed è diventato immediatamente un successo di critica e di botteghino, fondendo l’horror soprannaturale con la cruda storia del Sud America. Con il suo attore feticcio Michael B. Jordan in uno straordinario doppio ruolo, il film immerge gli spettatori nel Delta del Mississippi del 1932, un mondo intriso di blues, oppressive leggi Jim Crow e veri e propri vampiri. Dato il suo potente mix di dettagli storici e thriller di genere, molti fan si chiedono: I peccatori è effettivamente basato su eventi reali? La risposta veloce è no, poiché la storia principale che coinvolge due fratelli gemelli, vampiri e un jukebox infestato è interamente frutto della fantasia di Coogler. Tuttavia, la realtà storica costituisce il terrificante fondamento de I peccatori.

A differenza dei precedenti lavori di Coogler, come l’adattamento di una storia vera Fruitvale Station o i suoi franchise Creed e Black Panther, I peccatori rappresenta la sua prima sceneggiatura di successo interamente originale. Il film segue i fratelli gemelli Elijah “Smoke” Moore ed Elias “Stack” Moore (entrambi interpretati da Jordan), che tornano nella loro città natale dopo aver avuto a che fare con i gangster di Chicago. Il loro piano è quello di usare denaro rubato per fondare un juke joint, un santuario di musica per i neri che vivono sotto la costante minaccia di violenza razziale e segregazione. La loro ambizione li mette in rotta di collisione non solo con il Ku Klux Klan, ma anche con un terrificante male soprannaturale incarnato dai vampiri che perseguitano il Delta.

Gli eventi che hanno ispirato I peccatori di Ryan Coogler

Il Delta del Mississippi nel 1932, l’ambientazione scelta per I peccatori, era un luogo caratterizzato dal sistema oppressivo delle leggi Jim Crow. Queste leggi statali e locali imponevano una rigida segregazione razziale e la discriminazione contro gli afroamericani dopo la Ricostruzione. In Mississippi, come in gran parte del Sud, Jim Crow dettava legge su quasi ogni aspetto della vita pubblica e privata. La segregazione era obbligatoria nelle scuole, nei trasporti pubblici, negli ospedali, nei ristoranti, nei bagni e persino nei cimiteri. Cartelli con la scritta “Solo bianchi” erano onnipresenti, rafforzando l’ideologia della supremazia bianca. Le leggi del Mississippi erano particolarmente severe, proibivano i matrimoni interrazziali e persino criminalizzavano l’atto di suggerire l’uguaglianza sociale tra le razze. Ad aggravare l’oppressione c’era la costante minaccia della violenza razziale.

Gruppi di vigilanti, in particolare il Ku Klux Klan, ricorrevano al terrore e alla violenza per imporre la gerarchia razziale, spesso agendo con l’approvazione implicita o esplicita delle autorità locali. Questa atmosfera di paura pervasiva, sottomissione e difficoltà economiche costituisce la realtà storica in cui sono ambientati i personaggi di fantasia de I peccatori. Tuttavia, I peccatori mette in luce un aspetto interessante della cultura dell’epoca: l’importante ponte culturale creato dalla comunità cinese della regione del Delta. Personaggi come Bo e Grace Chow e il negozio che gestiscono sono tutti basati su una storia realmente accaduta. La piccola comunità di immigrati cinesi nella zona era autorizzata a muoversi da entrambi i lati della linea di demarcazione, offrendo beni e servizi alla comunità nera locale che altrimenti ne sarebbe rimasta esclusa.

La musica de I peccatori

Tra le difficoltà del Sud sotto Jim Crow, fiorirono forme distinte di espressione culturale nera. Il Delta blues, uno stile nato nella regione del Delta del Mississippi, è centrale nell’atmosfera e nella trama de I peccatori. Emergendo da tradizioni precedenti come i canti di lavoro, le grida di guerra e gli spiritual, il blues del Delta si sviluppò tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo. Divenne un sound distintivo della regione, caratterizzato da voci soul, chitarra acustica e temi che riflettevano le gioie e i dolori della vita sotto oppressione. Artisti come Charley Patton, Son House e Robert Johnson, attivi o influenti durante gli anni ’30, hanno plasmato questo genere. Inoltre, le leggende che circondano figure come Robert Johnson, che si dice abbia venduto l’anima al diavolo a un incrocio vicino a Clarksdale in cambio del talento, testimoniano il profondo legame della musica con il folklore e il soprannaturale, un elemento che riecheggia nella trama del film.

I juke joint furono i luoghi in cui prosperò il Delta blues. Questi locali, spesso situati in zone rurali e ospitati in semplici baracche o edifici riadattati, fungevano da centri sociali vitali per le comunità nere. In una società segregata, i juke joint offrivano spazi in cui le persone nere potevano riunirsi liberamente, socializzare, bere, ballare e ascoltare musica dal vivo. Erano luoghi di rifugio, celebrazione e affermazione culturale. Come descritto nel film, la fondazione di un juke joint rappresentava un atto di imprenditorialità e di costruzione di una comunità all’interno di un sistema oppressivo. Questi locali permettevano ai musicisti di condividere stili, sviluppare la propria arte e offrire intrattenimento e rifugio ai clienti.

Alessandro Libianchi

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