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I richiami del ministero: nuovo allarme listeria nel gorgonzola e botulino nel pesto

Dopo il ritiro di alcuni lotti di wurstel, tramezzini e pancakes, il Ministero della Salute ha emanato un nuovo ritiro per possibile presenza di listeria. Riguarda il gorgonzola commercializzato dalla catena di discount Eurospin Italia Spa, con lotto di produzione numero 218246252, venduto in confezione da 300 grammi, con marchio di identificazione It 03 39 CE e scadenza 8 novembre 2022. Prodotto dall’azienda Gelmini Carlo srl, con sede dello stabilimento attivo alla via Papa Giovanni XXIII° n 15 a Besate in provincia di Milano. La denominazione del prodotto è Gorgonzola Dolce Dop, con marchio Pascoli Italiani.

Si tratta di un caso sospetto non ancora confermato, ma la raccomandazione è «di non consumare il prodotto e di riportarlo al punto vendita per sostituzione o rimborso». Risale ai giorni scorsi , per rischio di «possibile presenza di Listeria monocytogenes», il richiamo di confezioni di Porchetta di Ariccia Igp marchio «Selezione alta qualità Iperal». Il produttore è Prosciuttificio San Michele srl, con stabilimento a Lesignano De’ bagni in provincia di Parma. Come si legge nel documento pubblicato dal ministero della salute, le confezioni sono da 90 gr. e i lotti da richiamare sono: V232134, V232703, V233395, V234224, V234230, V235970, V236049, con scadenza il 30 ottobre 2022. Ai consumatori che hanno acquistato il prodotto, l’avviso è di non consumarlo.

La listeria: cos’è e prevenzione

Allarme listeria -Photo Credits:leggo.it
Allarme listeria -Photo Credits:leggo.it

L’infezione da listeria, anche detta listeriosi, è una tossinfezione alimentare che prende il nome dal batterio che ne è la causa, il Listeria monocytogenes. Questo batterio si trova comunemente nel terreno e nell’acqua e può quindi facilmente contaminare ortaggi e verdure. Spesso si trova nei formaggi a latte crudo, carne e pesce crudo ma anche nelle verdure sporche. Tollera gli ambienti salati e le basse temperature, sopravvivendo anche in frigorifero, a temperature di 2° e 4°. Viene inattivato con la cottura dell’alimento a 72° per almeno 15 secondi. Molti animali possono venire infettati dal batterio senza dimostrare sintomi apparenti.

Per prevenire la listeria, è fondamentale la prevenzione. Sono fondamentali le norme di igiene da applicare in virtù di tutte le tossinfezioni alimentari. Tra queste: cottura completa dei cibi, lavare con attenzione le verdure prima di consumarle, separare le carni crude dalle verdure e dai cibi cotti e pronti al consumo, consumare prodotti lattiero-caseari pastorizzati ed evitare di mangiare formaggi se non si ha la certezza che siano prodotti con latte pastorizzato, lavare scrupolosamente le mani e gli utensili da cucina dopo aver maneggiato alimenti crudi, consumare in tempi brevi alimenti deperibili.

I sintomi della listeria

 Simili a quelli di altre malattie provocate da alimenti contaminati, i sintomi dell’infezione da listeria sono: febbre, nausea, diarrea, dolori muscolari. Emicranieconfusione, irrigidimento del collo e perdita dell’equilibrio, sono i sintomi della listeriosi quando si diffonde al sistema nervoso.

Negli adulti e nei bambini sani, è raro uno sviluppo grave della malattia. I soggetti esposti più al rischio sono: donne in gravidanza, immunodepressi, soggetti fragili. In base alla dose di batterio con cui si è avuto contatto e dallo stato di salute del soggetto, i sintomi possono variare. Si va da forme simil-influenzali o gastroenteriche, accompagnate a volte dafebbre elevata, a forme setticemiche, meningiti o aborto. Solo nei casi più gravi si arriva alla morte.

Pesto al finocchietto : sospetta presenza di botulino

Il richiamo per sospetta presenza di botulino, riguarda confezioni da 190 grammi di pesto al finocchietto, prodotto e confezionato dalla ditta Alicos srl di Trapani , per conto di alcune grandi catene di distribuzione. Con data di scadenza 15 settembre 2024 ed il numero di lotto 15ST22, transitato in una piattaforma di vendita nazionale e on line.

Il ritiro del prodotto dal commercio, è stato immediatamente disposto dalla ditta, per «Rischio grave di potenziale proliferazione di flora batterica pericolosa (C. botulinunr) dovuta ad una non corretta acidificazione del prodotto (pH fuori standard)». In corso accertamenti delle ASL per valutare l’estensione dell’allerta sul territorio regionale ed extra regionale.

Tossina botulinica: cos’è

 La tossina botulinica è una sostanza naturale in grado di bloccare la trasmissione del comando nervoso motorio ai muscoli: assunta in dosi eccessive, come nel caso di intossicazioni alimentari, può provocare grave paralisi. Si sviluppa dal microrganismo Clostridium botulinum, la tossina del botulismo, comune nel terreno e nell’aria e innocuo finché è a contatto con l’ossigeno.

Le cattive condizioni di conservazione degli alimenti, possono trasformalo in una minaccia per la salute. La produzione della tossina avviene in mancanza di ossigeno, quando le temperature superano cinque-dieci gradi. In ambienti molto acidi, come la salsa di pomodoro o aceto, non si forma. Il calore è il suo peggior nemico; la distrugge. Basta cuocere i cibi a 105 gradi per due ore o nella pentola a pressione per dieci minuti. Con cottura breve invece, e con la conservazione dei cibi sott’olio, c’è il rischio che sfugga qualche sporaIn uno stesso lotto di produzione, si può verificare che risultino contaminate solo alcune confezioni.

I sintomi della tossina botulinica

Entro 12-24 ore avviene la manifestazione dei sintomi, che quanto più precoci sono, tanto più grave è la malattia. Possono variare da un lieve malessere, fino ad una malattia fulminante che porta a morte in pochi giorni. Debolezza, vertigini, secchezza della gola, sono i primi sintomi che si evidenziano. Ad essi fanno seguito i segni della paralisi, soprattutto a carico di muscoli innervati dai nervi cranici. Difficoltà alla deglutizione e alla fonazione, disturbi visivi (strabismo, visione doppia, abbassamento delle palpebre). In casi gravi avviene la morte per paralisi dei muscoli respiratori. Ripresa rapida e completa se il paziente sopravvive.

Il consumo di minime quantità di alimento contaminato con le tossine botuliniche può provocare la malattia. Si raccomanda a chiunque detenesse un vasetto che corrisponde alle caratteristiche del richiamo, di evitarne anche l’assaggio.

Mariapaola Trombetta

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