Venerdì 2 gennaio, il Consiglio di Transizione del Sud (STC), nello Yemen, ha dichiararo di essersi dato una Costituzione propria, presentando in aggiunta un piano per poter ottenere l’indipendenza tramite un referendum, entro i prossimi due anni. Il gruppo è un movimento separatista sostenuto dagli Emirati Arabi Uniti, e ha fatto il suo annuncio mentre il governo riconosciuto del Paese, seppur molto individuale, ha dato il via a una violenta offensiva per riprendere il controllo delle regioni occupate dall’STC.

Da oltre dieci anni la nazione è funestata da una sanguinosa guerra civile. Fino a pochi mesi fa, il governo ufficiale yemenita, l’STC, gli Emirati Arabi Uniti e l’Arabia Saudita erano tutti alleati tra loro nella lotta contro gli Houthi, il gruppo militare che controlla la capitale del Paese, Sana’a, e le regioni del nordovest, le più popolate del territorio. Il movimento degli Houthi era inizialmente pacifico e improntato all’insegnamento religioso. Dopo varie scissioni, però, si è traformato in una vera e propria milizia armata, con l’obiettivo di sovvertire il governo yemenita.

La violenta guerra civile nello Yemen e il dietrofront degli Emirati Arabi Uniti

Nel corso del conflitto, tuttavia, gli Emirati hanno parzialmente invertito la rotta. Se all’inizio appoggiavano l’esecutivo, infatti, hanno in seguito deciso di sostenere le milizie armate locali meridionali, tra le quali anche l’STC.

Dal 1967 al 1990, il sud dello Yemen è stato un Paese autonomo, e i separatisti sperano di tornare alla totale indipendenza. Lo scorso dicembre le forze armate hanno conquistato molti territori amministrati dal governo. Le prime erano state le province di Hadramout e Mahra, nel sud del Paese, con un’offensiva molto rapida che non aveva incontrato quasi nessuna resistenza da parte dei civili. In questi giorni, però, l’Arabia Saudita ha sferrato vari attacchi contro obiettivi a loro associati; tra le varie cose, ha colpito anche un carico di armi e veicoli proveniente dagli Emirati Arabi Uniti e destinato a forze in supporto dello STC.

Federica Checchia