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I Supereroi, questi (s)conosciuti: breve analisi sul loro significato

Di eroi nella storia ne abbiamo avuti quanti ne vogliamo, ogni epoca ha infatti avuto i suoi e le sue eroine; da un certo punto di vista questo vale anche per i Supereroi. Mai sentito parlare di personaggi “mitici”? Achille non era forse un “super”? Ed Ercole? O che dire dei miracoli dei Santi, non sono forse, oggi, un altro modo chiamare i cosiddetti “super-poteri? San Francesco parlava con gli uccelli, beh, forse in pochi lo sanno, ma anche Wonder Woman può farlo, o perché no, Moonstar. Perdonate la blasfemia! In fondo un Supereroe nient’alto non è che un eroe con un tocco in più.

Supereroi: un bisogno di rappresentazione

La mitologia e le religioni sono piene di esempi di esseri con capacità extraumane, del resto i fumetti stessi hanno abbondantemente attinto da esse. In pratica i Supereroi saranno pur stati canonizzati, anzi, codificati, attraverso l’ingegno e la sapiente matita di un fumettista, ma l’idea che si cela dietro la loro creazione accompagna da sempre lo sviluppo e la storia delle civiltà, mutando di epoca in epoca col cambiare delle condizioni sociali e dei suoi bisogni rappresentativi.

Déi e personaggi mitici sono del resto anche proiezioni di desideri e bisogni di noi mortali, nonché tentativi più o meno raffinati per descrivere l’incomprensibile. Come spiegare un fulmine secoli fa? Attraverso, “banalmente”, l’idea di qualcuno che li lanciasse dal cielo. Nel tempo ovviamente il fulmine ha trovato una risposta razionale, come molto altro, tuttavia il bisogno di mistificazione è rimasto insito nella società e l’attenzione si è spostata su altro: i sovrumani si sono legati sempre più a vere e proprie tematiche, a concetti, a ideologie, fino a diventare, attraverso il proprio eroismo, veri e propri simboli, vere e proprie trasposizioni concettuali. Banalizziamo: dall’eroe “dei due mondi” ai supereroi del multiverso.

Partiamo da Superman…

Superman è stato uno dei primi Supereroi, nato editorialmente nel 1938. Forse in pochi sanno che alle origini era stato pensato ben diversamente dal concetto di perfezione al quale ci ha abituato: doveva essere ingenuo e grossolano, tutto l’opposto dell’odierno uomo d’acciaio. Ma non solo, all’inizio tra le sue capacità non comparivano né i raggi X, né l’invulnerabilità. Cosa è successo? Anche lui ha “risposto presente” ai richiami degli attrattori sociali, al mercato quindi, trasformandosi nel tempo (anche e soprattutto in funzione del proprio successo) fino a divenire un vero e proprio stereotipo del supereroe, mantenendo, tuttavia, quella straordinaria capacità di associarsi a tutta una serie di simboli: vi dicono nulla il blu e il rosso? E il fatto che voli tra le stelle? I più acuti avranno certamente colto.

In una società come quella statunitense degli anni ’40, Superman è stato capace di farsi carico dei turbamenti e delle aspirazioni dell’uomo comune, divenendo il surrogato stesso della massa, nonché un possibile risolutore di tutti i problemi e ansie sociali. Cosa che solo un eroe potrebbe fare, anzi, un supereroe, proprio perché lontano da quell’umanità imperfetta generatrice di caos.

… Arriviamo a Batman e Iron Man

Come ci ricorda Quentin Tarantino attraverso il personaggio di Bill (David Carradine) nel secondo capitolo di Kill Bill (Volume 2 – 2004), Superman nasce Superman, nasce quindi super, il suo alter ego è in realtà il normalissimo Clark Kent. Prima di essere un eroe è già un supereroe. L’universo supereroistico, tuttavia, ci propone anche l’esatto contrario: persone “comuni” (tralasciando al momento tutte le questioni legate al privilegio nel quale sono cresciuti) destinate a diventare eroi, nonché supereroi. Molti di questi addirittura, Batman ne è un fulgido esempio, non provengono neanche “dalla luce” e vivono tutta la loro esistenza come in equilibro su di un filo che divide il bene dal male. Sarà per via dell’umanità che si portano dentro?

Batman e Iron Man sono l’esempio dell’umano che in qualche modo, grazie soprattutto alle proprie capacità riesce a trascendere la propria condizione e avvicinarsi agli déi. Eroi che non provengono dall’alto (dalle stelle) ma dal basso (da dove vive l’essere umano medio); eroi che evolvono solo dopo in supereroi, ma tuttavia molto diversi dallo stereotipo, sia per l’assenza di “canoniche” capacità sovrumane, sia per il continuo desiderio di dismettere quel ruolo gravoso di colonna portante dell’ordine sociale.

Sono imperfetti. La trasposizione non di un’ideale, ma piuttosto della realtà, anzi, dellE realtà del mondo e dei demoni interiori di ognuno di noi, lontani anni luce da quel simbolo/sogno “americano” che poteva essere Superman. Cosa sono? Sono il realismo che attraverso l’immaginario, paradossalmente, sconfigge l’illusorio, il misticismo, l’alienazione; sono gli esponenti di un nuovo umanesimo e portatori di un “nuovo” superpotere, ossia la propria umanità.

Vedete? I fumetti sono tutt’altro che facile e leggero intrattenimento. Esattamente come ben più “canoniche” opere letterarie sono in grado di riflettere e soprattutto far riflettere. Un Supereroe non è soltanto un tipo o una tipa in calzamaglia, ma lo specchio di una società che per guardarsi con occhi nuovi a volte deve fare affidamento sugli occhi di un sognatore.   

Dario Bettati

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Dario Bettati

Laureato in Teorie e Pratiche dell’Antropologia e laureato magistrale in Discipline Etno-Antropologiche. Studioso e appassionato delle “declinazioni” più contemporanee e "Pop" della cultura e della società, divulgatore scientifico, ma soprattutto un grande e grosso NERD.
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