Il 21 ottobre 1945 le donne votano per la prima volta in Francia in occasione di una consultazione nazionale. Si tratta di una delle prime occasioni in cui il voto spetta anche alle donne possono votare al pari degli uomini.
Le donne votano in Francia per la prima volta

In realtà l’occasione per le donne francesi di votare è avvenuta per la prima volta il 29 aprile 1945 per le elezioni municipali. Questo è stato reso possibile grazie ad un’ordinanza dell’allora generale Charles de Galles del 21 aprile 1955. È stato dunque il Governo provvisorio francese a stabilire che “le donne sono elettrici ed eleggibili al pari degli uomini”.
Ma la data ufficiale del diritto di voto femminile a livello di stato risale solamente al 21 ottobre 1945.Il Preambolo della Costituzione del 27 ottobre 1946 ha ufficializzato questo diritto. Quest’ultimo recita espressamente che “La legge garantisce alla donna, in tutti i campi, diritti uguali a quelli dell’uomo”. Grazie a questi nuovi enunciati, la Francia è stata una delle prime nazioni a instaurare il suffragio universale non solo maschile, ma esteso anche alle donne. Sebbene questo cambiamento sembri immediato, ha richiesto un processo di evoluzione molto lungo affinché diventasse una legge formale.
Il diritto di voto esteso anche alle donne è stato un percorso molto lungo non solo in Francia ma anche in altri paesi europei. Questa nazione ha però dimostrato un’apertura mentale verso questo cambiamento radicale in tempi più remoti di quello che si pensi. Nella Francia Medievale il voto per assemblee e riunioni di città e paesi era esteso a tutti i capi delle famiglie, indipendentemente dal sesso.
Con il passare dei secoli però il suffragio femminile sembra essere scomparso in favore di un’evoluzione di società più patriarcali. Il suffragio femminile in Francia è stato definitivamente revocato nel 1769. Ma i cambiamenti si sono fatti sentire negli anni tra il 1780 e il 1790, quando è comparso per la prima volta il movimento politico a favore del diritto di voto delle donne da parte delle suffragette. Questo movimento si trova formalmente negli scritti di Antoine Condorcet e Olympe de Gouges, che hanno l’hanno sostenuto come un diritto nelle elezioni nazionali.
I primi sostenitori del suffragio femminile
Dall’inizio della Rivoluzione Francese Condorcet ha affrontato la questione dei diritti politici delle donne come un vero e proprio giurista e uomo politico.
La sua visione si trova nelle “Lettere di un borghese di New Haven a un cittadino della Virginia” del 1787. In particolare modo Condorcet afferma che le donne dovrebbero avere gli stessi diritti degli uomini, in questi esseri sensibili, ragionevoli e capaci di idee morali come loro. Ma ovunque gli uomini “hanno fatto contro di esse leggi oppressive o hanno comunque stabilito fra i due sessi una grande disuguaglianza”. Condorcet sostiene fermamente la sua posizione che le donne dovrebbero essere elettrici ed eleggibili, secondo gli stessi criteri utilizzati per gli uomini.
Scrive le sue opinioni al riguardo nel “Saggio sulla Costituzione e la funzione delle assemblee provinciali” del 1788 e nelle “Cinque memorie sull’Istruzione pubblica” pubblicate nel 1790 nella rivista “Bibliothèque de l’Homme public”. In seguito all’inizio della Rivoluzione Francese Condorcet dedica tutta la sua attenzione alla questione dei diritti femminili. Nel suo articolo “L’ammissione delle donne al diritto di cittadinanza” del 1790 afferma che le donne debbano godere degli stessi diritti naturali degli uomini. E ogni volta che questo non accade viene commessa un’ingiustizia. La prima femminista della storia tratta in maniera più estesa la questione del suffragio femminile. L’attivista francese Olympe de Gouges ha pubblicato nel 1791 la sua “Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina”.
Si tratta di un documento giuridico stilato sul modello della “Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino” del 1789. “Uomo, sei capace di essere giusto? È Una donna che te lo chiede. Dimmi: chi ti ha dato il potere sovrano di opprimere il mio sesso?” era la sua principale invettiva contro l’universo maschile generato dalla rivoluzione Francese. Il suo pensiero dell’illuminismo francese richiedeva a gran voce l’uguaglianza di diritti tra uomo e donna.
Purtroppo le sua invettive contro le ingiustizie del suo tempo l’hanno condotta addirittura sul patibolo. La prima paladina dei diritti delle donne è stata una delle poche donne ad essere giustiziata per la pubblicazione di scritti politici il 3 novembre 1793, in pieno regime del Terrore francese.
Sonia Faseli
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