Una situazione precaria in tutto il mondo sta spingendo sempre di più il beauty cinese ad espandere i propri orizzonti. Infatti, ora la nuova terra di conquista è l’Europa: il vecchio continente è sede di globalizzazione ed espansione per un segmento affermato da quelli che sono veri e propri colossi del beauty.

Il beauty cinese punta all’Europa: ecco perché

Il mercato interno cinese è sempre più incerto, a causa della pesante crisi che sta affrontando da mesi. Di contro, anche la situazione dazi americani sembra essere sempre più verso la via della concretezza. Così, i principali marchi di bellezza cinesi stanno guardando oltre confine per alimentare la loro prossima fase di crescita. Proya, S’Young e Ushopal sono alcuni dei brand cinesi pronti a seguire le orme dei loro cugini occidentali, come ad esempio L’Oréal e The Estée Lauder Co. Tutti puntano alle acquisizioni strategiche di marchi stranieri, così da rafforzare il proprio portafoglio e accelerare la crescita globale. 

Per esempio proprio Proya, con sede a Hangzhou, è stato il primo brand cinese del settore a superare i 10 miliardi di yuan di fatturato annuo nel 2024. Il suo fondatore Hou Juncheng ha dichiarato di voler “portare l’azienda tra le top 10 beauty companies al mondo entro dieci anni, un traguardo che implicherebbe almeno 7 miliardi di dollari di ricavi annui”. Per farlo, vuole “acquisire marchi europei con storia e tecnologia consolidata”.

Reuters spiega che comunque di tratta di marchi ancora relativamente poco noti al di fuori della Cina. Nonostante ciò, hanno conquistato una solida posizione nel mercato domestico, sottraendo parecchie quote ai big internazionali. Ad ostacolare questa situazione è comunque la crescita stagnante dei salari e l’incertezza occupazionale, che hanno rallentato i consumi interni: per questo i marchi cinesi stanno ripensando la propria traiettoria di espansione.

Marianna Soru

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