L’attore canadese Jim Carrey, amato dal pubblico cinefilo per i suoi iconici ruoli come The Mask e The Truman Show, va a Parigi per ritirare il Premio Cèsar alla carriera. Un riconoscimento onorario, corrispondente agli Oscar per la Francia, si è trasformato nel caso mediatico più chiacchierato del momento. Il problema non sarebbe il premio, bensì l’aspetto dell’attore, apparso agli occhi di tutti come ‘irriconoscibile’. L’eccesso di chirurgia estetica e un comportamento non abitudinario dell’attore sono i due fattori che avrebbero spinto molte persone a pensare addirittura che quello in realtà non sia Jim Carrey, ma un clone… Cosa sta succedendo? E come rispondono i Premi Cèsar?
L’aspetto dell’attore e i commenti del web
Negli ultimi giorni il mondo social si è scatenato ad analizzare meticolosamente l’aspetto estetico dell’attore, notando delle differenze estetiche con la vecchia versione di lui. I cambiamenti riguarderebbero i lineamenti: quelli che hanno trasformato il viso di Jim Carrey da definito e snello a gonfio e innaturale, come da eccesso di filler e botox facciali.

L’analisi si estenderebbe però anche ad altri aspetti. E’ stato notato dai fan che il colore degli occhi sarebbe cambiato da un verde scuro ad un grigio\azzurro chiaro; e la mano con cui scrive sarebbe cambiata, dall’uso abituale della sinistra all’uso della destra. E così la firma che ha lasciato ai fan sul red carpet sarebbe diversa. Un tessuto complottista che dunque si alimenta giorno dopo giorno e che sta fomentando la teoria secondo cui quello non sarebbe neanche lui, bensì un clone creato. E allora mentre la sci-fi mediatica si sbizzarrisce con narrazioni stravaganti, noi torniamo sui nostri passi. Ad intervenire per il momento non ci sarebbero voci vicine all’attore. Ci sarebbe però la voce dei Premi César.
I post più virali del web
In questo caso sono stati usati materiali d’archivio come presunte prove. Il primo è stato un commento dello stesso Jim Carrey, che nei primi anni Duemila raccontò al Late Night with David Letterman di aver impiegato varie volte un sosia per sviare i paparazzi.
L’altro è un post di domenica in cui l’artista drag inglese Alexis Stone ha condiviso due foto di Carrey all’evento di Parigi assieme a una terza che mostra una parrucca, denti finti e una maschera di lattice che lascia intendere di aver usato per impersonarlo. Stone, il cui vero nome è Elliot Joseph Rentz, è nota perché spesso partecipa a eventi di moda vestita come Madonna, Lana Del Rey o Donatella Versace, e per le collaborazioni con marchi come Balenciaga e Hugo Boss. Secondo USA Today, comunque, molto probabilmente la foto in cui si vedono i presunti mascheramenti, con la Tour Eiffel sullo sfondo, è stata creata con l’intelligenza artificiale.
La voce dei Premi César
Il 26 febbraio ai César Awards l’attore emblema del cinema americano, che ha saputo spaziale con un carisma irriverente, dalla commedia alla distopia pisco-sociale, è stato accolto a Parigi tra gli applausi scroscianti e il calore del pubblico. Ricordiamo infatti che Jim Carrey mancava dalle scene dal 2024, anno del suo ultimo lavoro, dietro un personaggio della saga d’animazione Sonic, giunta al suo terzo capitolo. L’aspetto dell’attore per il web è stato motivo di grande shock collettivo e delle teorie complottiste più pericolose. I premi César pertanto hanno voluto arginare la proliferazione di voci infondate stilando un comunicato ufficiale sul caso del loro ospite vincitore. In particolare l’ amministratore delegato dei César, Gregory Caulier, che ha voluto rassicurare tutti che Carrey non fosse stato sostituito da un sosia.
Le paure dell’Ai e la minaccia di un mondo alienato
E allora cosa sono le teorie che scorrono a fiumi sul web? cosa rappresentano? Sono l’effetto di un mondo nuovo, i cui confini tra finzione e realtà si assottigliano. Abitiamo un’era dai fragilissimi punti di riferimento, dal quadro politico instabile, e da un mondo pervaso dall’artificiosità (l’AI) e pertanto profondamente terrorizzata da essa. Dalla risacca del complottismo emergono dunque, in tutto il loro vigore, le paure dell’uomo contemporaneo, come racconta l’ultima pellicola di Yogor Lanthimos Bugonia.
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Le voci dei César basteranno a frenare la frenesia complottista o sarà l’inizio di altre teorie sulla figura dell’attore? Non possiamo sapere altro al momento, ma la maledizione del capolavoro Jim Carrey The Mask, sembra quasi avverarsi con questo sconvolgente caso mediatico. Qual è la verità? Esistono due versioni di noi stessi – quella vera e quella sotto la maschera – come sostiene il film fantasy, o scopriremo che si tratta sempre e solo della stessa persona, ma in due fasi del tutto diverse della propria vita?
Doriana Gatta





