«Ho ereditato un disastro» ma ora «l’America è tornata». Il discorso di Donald Trump dalla Diplomatic Room che difende le sue politiche economiche e punta il dito contro il suo predecessore Biden per il caos che ha trovato quando è entrato alla Casa Bianca per la seconda volta. Parlando agli americani per meno di 20 minuti, il presidente non si è soffermato sulla politica estera, limitandosi solo a un accenno a Gaza. «Ho risolto otto guerre. Ho risolto la guerra a Gaza portando la pace in Medio Oriente per la prima volta in anni», ha detto senza mai nominare l’Ucraina o il Venezuela
Il discorso di Donald Trump, dalla Diplomatic Room: difende le sue politiche economiche e punta il dito contro il suo predecessore Biden
Trump ha rivendicato i risultati ottenuti dalla sua amministrazione, sostenendo che «stiamo facendo progressi» sul fronte economico. Secondo il presidente, il Paese avrebbe superato una fase critica: «Un anno fa l’America era morta, fallita. Ora non più», ha affermato, ribadendo che la ripresa è già in atto.
“La nostra frontiera è tornata sicura, ora passano zero clandestini, un obiettivo che per Biden era impossibile. A Washington la situazione è finalmente sotto controllo, stiamo sgominando le gang criminali che inondavano il Paese di droga”. E a proposito di immigrati illegali, il tycoon ha affermato che a loro “veniva destinato il 100% dei posti di lavoro a disposizione”.
Sul piano della situazione dei portafogli degli americani, altra “autopagella” pressoché perfetta. “I prezzi stanno scendendo velocemente”, ha assicurato citando tra gli esempi anche i tacchini messi sul mercato per il Giorno del Ringraziamento. “C’è ancora da fare, ma abbiamo fatto progressi – ha continuato – “i salari stanno crescendo molto più rapidamente dell’inflazione. Un anno fa il paese era morto, fallito. Ora non più e in parte grazie ai dazi, che “sono la mia parola preferita”,
Dazi e investimenti: “Sono la mia parola preferita” e il bonus del guerriero
Ampio spazio è stato dedicato alla politica commerciale. Trump ha definito ancora una volta i dazi «la mia parola preferita», attribuendo a queste misure il merito di aver favorito investimenti per 18 trilioni di dollari negli Stati Uniti. Secondo il presidente, le tariffe doganali avrebbero rafforzato l’economia nazionale e aumentato le entrate per lo Stato.
Nel discorso non è mancato un annuncio simbolico: 1.450.000 militari riceveranno prima di Natale uno speciale bonus, ribattezzato “dividendo del guerriero”. Ogni soldato riceverà un assegno da 1.776 dollari, cifra che richiama l’anno della Dichiarazione d’Indipendenza americana.
«Gli assegni sono già in arrivo», ha assicurato Trump, spiegando che le risorse deriverebbero in gran parte dalle entrate generate dai dazi doganali, senza però fornire dettagli precisi sul finanziamento. «Nessuno lo merita più dei nostri militari», ha concluso il presidente, elogiando il loro servizio alla nazione.





