All’inizio del conflitto in Iran, Trump aveva avvertito che le operazioni potevano andare avanti “per quattro o cinque settimane”. Trump nel suo discorso alla nazione si è smentito ancora. Non è una novità, analisti e osservatori sono ormai abituati alle giravolte del presidente che fa dell’imprevedibilità una strategia.
Ma su un tema così delegato come la guerra, il tycoon deve fare attenzione a non prolungare le ostilità ben oltre la tolleranza dell’elettorato Maga che non vede di buon occhio lo spreco di risorse pubbliche in conflitti lontani. Trump ha quindi chiesto agli americani di pazientare ancora spiegando che la guerra è un “investimento per il futuro” del Paese.
Il discorso alla nazione di Trump
“All’inizio dell’operazione Epic Fury ho detto che sarebbe andato avanti fino al pieno raggiungimento dei nostri obiettivi. Questa sera posso dirvi che siamo sulla strada per completarli a breve”, ha aggiunto precisando che “il cambio di regime non era un obiettivo. Non abbiamo mai detto cambio di regime, ma è avvenuto perché tutti i leader sono morti. I nuovi sono più ragionevoli”.
“Li colpiremo in maniera estremamente dura per le prossime due, tre settimane”, ha annunciato. La guerra andrà avanti ancora e non è detto che la previsione del presidente non venga smentita dagli eventi sul campo o da accelerazioni diplomatiche. Il tycoon non ha fornito ai cittadini alcuni previsione sul termine delle ostilità, ma su un concetto è stato chiaro: l’obiettivo “sarà riportarli all’età della pietra, a cui appartengono”.
“Finora – ha concluso – non abbiamo colpito il loro petrolio, anche se sarebbe stato il bersaglio più facile, perché farlo avrebbe significato non dare loro neanche una piccola possibilità di sopravvivenza o ricostruzione”.
Sul petrolio invece ha detto: “Molti americani sono preoccupati per il recente aumento dei prezzi della benzina, questo è il risultato degli attacchi iraniani contro petroliere e paesi vicini che non hanno nulla a che fare con il conflitto. Questo significa che non ci si può fidare dell’Iran, userebbe le armi nucleari”. Il presidente degli Stati Uniti lascia intendere che la riapertura dello Stretto di Hormuz non è una priorità assoluta per Washington.
I Paesi occidentali temevano che Trump sfruttasse il palcoscenico del discorso alla nazione per rinnovare i suoi attacchi alla Nato e la promessa di uscirne. Quest’eventualità non si è verificata, ma il presidente degli Stati Uniti ha ribadito che “i Paesi del mondo che ricevono petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz devono occuparsi di quel passaggio“. “Prendetelo, proteggetelo, usatelo per voi stessi”, ha aggiunto il tycoon.
Trump ha quindi ringraziato “i nostri alleati in Medio Oriente, Israele, Arabia Saudita, Qatar, Emirati Arabi Uniti, Kuwait e Bahrein”. “Sono stati fantastici e non permetteremo che vengano feriti o danneggiati”, ha dichiarato.





