Quello che ora si identifica come un museo del cioccolato, nel prossimo futuro subirà una trasformazione sostanziale. Stiamo parlando proprio della Maison Cailler, cuore pulsante di uno dei marchi di cioccolato più antichi e celebri d’Europa, che si dirige verso un investimento da 400 milioni di franchi. L’attuale meta turistica situata a Broc, in Svizzera, si pone l’obiettivo di diventare il «Parc du chocolat Cailler», pronto a ospitare in futuro circa 1 milione di visitatori all’anno. Un’esperienza storica e culinaria che gli investitori mirano ad aprire in parte nel 2030.

La Maison Cailler cambia registro, proponendosi come proficua meta turistica

La Maison Cailler, pur essendo ad oggi una proficua meta turista, si pone un obiettivo ben più grande: diventare il «Parc du chocolat Cailler». Il nuovo polo nel Canton Friburgo arriverà a occupare ben 30.000 metri quadrati. L’immensità dello spazio si mostra necessario per ospitare le modifiche che consentiranno ai visitatori un’esperienza immersiva. Sarà, infatti, possibile «scoprire il mondo del cioccolato, sbirciare dietro le quinte della produzione all’interno della fabbrica, degustare creazioni e partecipare a laboratori con maestri cioccolatieri».

Nello specifico, il piano prevede che la struttura abbia delle strutture alberghiere «variegate» pensate per ospitare famiglie e ristorati. L’intenzione è di trasformare un’esperienza relativamente breve in un soggiorno pensato per offrire un viaggio culinario nel totale confort. Oltre a ciò, il parco avrà a disposizione un parcheggio nell’area di En Liaubon, collegato al sito da una moderna cabinovia. In alternativa la struttura sarà perfettamente collegata, e quindi raggiungibile, attraverso la rete ferroviaria svizzera.

Non solo un’esperienza culinaria, ma in un viaggio nella storia del cioccolato

Il Parc du chocolat non punta a offrire solo un’esperienza culinaria, ma un viaggio che ripercorre la storia del cioccolato (dagli Aztechi fino ai giorni nostri) e del ruolo del latte nella sua produzione. Sarà prevista, infatti, una «serra del cacao» volta a spiegare le sue origini e le modalità di coltivazione. Il progetto inoltre mira a instaurare un’interazione tra natura e industria, preservandone l’identità e valorizzando la funzione produttiva della fabbrica. Per far sì che ciò avvenga, saranno apportate delle modifiche strutturali per dare nuovamente luce a quella che era la monumentalità dell’edificio. Come riporta RTS: Radio Télévision Suisse, sarà possibile ammirare una linea di produzione di cioccolato d’epoca in funzione. Quest’ultima, risalente agli anni ’60, è considerata ancora oggi un «gioiellino dell’ingegneria industriale svizzera».

Stefania Cirillo