Attualità

Il giornalismo come specchio della democrazia

Dove c’è democrazia ci deve essere sano giornalismo. Infatti, concetto democrazia e professione giornalistica sono strettamente collegati in uno stato democratico, rappresentando l’una lo specchio dell’altra. Vivere in un paese democratico significa vivere in un contesto in cui il diritto di cronaca e il diritto all’informazione costituiscono principi fondamentali per la libertà sia del singolo cittadino sia della collettività. L’Italia essendo un paese democratico garantisce un sistema di pluralismo informativo per costruire un’opinione pubblica critica agli eventi. Purtroppo non è così per tutti i paesi, esempio più vicino, in questi giorni di guerra in Ucraina è il caso della Russia che sceglie di censurare l’informazione giornalistica e privare i cittadini della libertà di espressione. Soffocando anche la libertà di manifestazione.

l’Articolo 21 della nostra costituzione: libertà di espressione

In Italia, la libertà di espressione è ben delineata dall’articolo 21 del nostro testo costituzionale. Infatti, prima di soffermarci sulla professione giornalistica come specchio di democrazia è importante mettere a fuoco che tutti i cittadini, non solo i giornalisti, hanno il diritto di manifestare la libertà di espressione e di conseguenza il diritto di cronaca. Quindi per esercitare il diritto di cronaca, cioè fare informazione, raccontare un evento non bisogna per forza essere dei giornalisti professionisti. Questo aspetto ci è molto noto dopo l’avvento del web e dei social network, veri e propri spazi digitali, in cui tutti i cittadini hanno la possibilità di informare gli altri su fatti con la possibilità di raggiungere un vasto pubblico.

Prima quando esistevano solo media tradizionali come stampa, tv e radio era molto più difficile esercitare il diritto di cronaca pur non essendo un giornalista. Adesso è molto semplice per tutti noi fare informazione e arrivare ad un vasto pubblico con pochi click. Tuttavia ci sono differenze molto nette tra il diritto di libertà di espressione e la professione giornalistica. Un giornalista ha il compito di riportare fatti mentre tutti gli altri hanno il diritto di commentare ed esprimere la propria opinione sui fatti riportati dai giornalisti. I giornalisti sono dei mediatori per professione, di conseguenza, utilizzano strumenti e linguaggi specifici adatti all’informazione.

Art. 21 tra libertà di espressione e giornalismo

Il primo comma dell’articolo 21 recita “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.” Quindi qui emerge che la nostra democrazia si basa sulla libertà di espressione. Poi il secondo comma recita “La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni e censure.” e qui emerge il concetto di giornalismo come fondamenta della libertà e democrazia. Interessante è il fatto che la libertà di espressione che può esercitare chiunque sia inserita nello stesso articolo che tratta della stampa libera esercitata da giornalisti. I due concetti sono estremamente collegati, questo perché, il giornalismo libero è possibile grazie alla libertà di espressione. Ciononostante ci sono anche dei limiti che la costituzione descrive ad esempio sono vietate le pubblicazioni contrarie al buon costume.

La libertà di informazione include sia il diritto di cronaca che il diritto di critica che si differenziano. Per diritto di cronaca intendiamo il diritto di informare su fatti nella maniera più oggettiva possibile. Per diritto di critica intendiamo il diritto di informare prendendo una posizione su un determinato fatto. All’interno di un quotidiano deve essere ben distinguibile la cronaca dal commento di un giornalista anche se ci sono testate giornalistiche attiviste che scelgono di riportare notizie prendendo sempre una posizione; tuttavia sono testate che operano una scelta editoriale dichiarata sin da subito ai cittadini lettori. Un altro fondamentale diritto che è possibile estrarre dalla libertà di espressione è il diritto ad essere informati. Cioè i cittadini devono poter reperire informazioni.

Il giornalismo pluralista megafono della democrazia

Uno stato democratico garantisce un sistema mediale pluralizzato. Non è concepibile democraticamente avere a disposizione un solo mezzo informativo, una sola voce per informare i cittadini. Una realtà del genere somiglierebbe molto alla propaganda statale di un paese piuttosto che alla libertà di espressione.

Il sistema mediale plurale permette di avere a disposizione più fonti per poter reperire informazioni. Il cittadino lettore oltre a poter esercitare il diritto di reperire informazioni può anche scegliere attraverso quale mezzo informarsi. In Italia abbiamo testate ‘generaliste’ che sono quelle che si limitano a riportare notizie utilizzando un linguaggio più oggettivo possibile e ospitando al proprio interno voci plurali e discordanti su questioni. Ad esempio il Corriere della Sera, La Stampa o Repubblica. Poi ci sono testate definibili ‘attiviste’ che informano i cittadini partendo da una posizione dichiarata e hanno un sistema di valori e un orientamento politico ben delineato che in genere condividono con i propri lettori. Ad esempio, in Italia abbiamo il manifesto dichiaratamente giornale di sinistra e Libero dichiaratamente giornale di destra. Il nostro ordinamento difende la libertà di espressione dei cittadini. Riconosce la professione giornalistica e la differenzia dalla semplice libertà di commentare fatti. Differenzia il diritto di cronaca dal diritto di critica. Infine garantisce un sistema mediale pluralizzato che rappresenta il megafono della nostra democrazia.

di Claudia Innocenti

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