Il limbo degli specializzandi in Medicina: “Noi medici costretti a fuggire all’estero”

Noi di Metropolitan Attualità abbiamo intervistato Claudia Maccarrone, romana, giovane medico laureata alla Sapienza, abilitata nel marzo di quest’anno e prossima alla specializzazione in Ginecologia. Cosa che pare ad oggi quasi impossibile a causa dei numerosi problemi con il concorso per specializzandi. Claudia, all’interno di questa intervista, sarà voce dei problemi di una vera e propria generazione: la nostra, quella a cui viene negato il diritto di esercitare la propria professione, quella per cui ha lottato per anni, soprattutto in tempi di Covid.

Claudia, ci hai raccontato che in questo momento 24 mila medici che hanno partecipato al concorso SSM2020 sono bloccati a causa del MUR (Ministero dell’Università e della Ricerca), ci spieghi cos’è successo?

Vorrei iniziare spiegando cos’è SSM: SSM è il concorso nazionale che seleziona i medici che potranno accedere alle scuole di specializzazione dalle quali usciranno come cardiologi, ginecologi, psichiatri, anestesisti. A causa della costante sottostima dei fabbisogni di medici specialisti, sono stati finanziati per anni un numero di contratti insufficiente a sopperire alle carenze di specialisti. Si pensi che per l’ultimo concorso tenutosi il 22 settembre sono stati messi a disposizione solamente 13.400 contratti statali a fronte di una pletora di oltre 23.700 candidati, impedendo di fatto l’accesso alla formazione specialistica ad oltre 9.000 medici. Il MUR nel bando di quest’anno ha imposto alcuni divieti e penalizzazioni per alcune categorie di medici, generando un elevato numero di ricorsi, peraltro previsti dall’Avvocatura Generale dello Stato, che hanno costretto il MUR a temporeggiare.

Le assegnazioni dei candidati nelle varie sedi d’Italia erano previste in linea teorica per il 12 ottobre, mentre la data d’ingresso in corsia degli specializzandi era fissata al 30 dicembre. Ad oggi però i candidati non sanno ancora in quale ospedale d’Italia dovranno iniziare il loro percorso, e parrebbe da dichiarazioni ufficiose del Ministro Gaetano Manfredi, che la presa di servizio slitterà perlomeno al 15 gennaio, come ha dichiarato lui stesso a Sky Tg 24 nei giorni scorsi.

Come è possibile, in piena pandemia rimandare all’infinito i termini di un concorso che dovrebbe infondere nuove energie agli ospedali italiani, senza mai rispettare i termini e le date stabilite dal Ministero stesso?

I ricorsi non sono certo una novità di quest’anno nell’ambito di SSM, ma non avevano mai arrecato questi problemi, il Ministero avrebbe potuto quantomeno limitare i danni del suo bando fallace rispettando le tempistiche, mentre tutto il paese fronteggia il picco della seconda ondata della pandemia da SARS-CoV-2.

Ci hai anche raccontato che a causa di questi ritardi la medicina del territorio si sta trovando in una condizione di carenza di personale, come mai?

L’ingresso alla scuola di specializzazione è incompatibile con qualsiasi altro impiego salvo la continuità assistenziale, i giovani medici dunque una volta entrati in specializzazione non potranno più prestare servizio nelle strutture come le RSA o i COVID hospital dove attualmente lavorano. Per colpa dei ritardi nelle assegnazioni, che ancora non sono avvenute, migliaia di medici, senza sapere se e dove verranno assegnati per la specializzazione, hanno dovuto licenziarsi dai loro incarichi o rinunciare a dei nuovi in via preventiva.

Io stessa ho dovuto rinunciare a 3 proposte di lavoro, poiché nella convinzione che sarei entrata in specializzazione il 30 dicembre come previsto da bando, non avrei potuto garantire il preavviso minimo per il licenziamento.

Ci hai parlato della questione “vaccini”. Spiegaci meglio cos’è successo e cosa nel concreto vi viene chiesto di fare per l’emergenza Covid.

Il Ministro della Salute Roberto Speranza ha chiesto al Ministro dell’Università Gaetano Manfredi se fosse possibile “prendere in prestito gli specializzandi per la campagna vaccinale”. Il Ministro Manfredi ha ovviamente “acconsentito” purché tale attività venisse riconosciuta e retribuita con 4 CFU. Posto che messa in questi termini sembra che si stia parlando di “compravendita di schiavi“, penso sarebbe opportuno se fosse fatto su base volontaria e adeguatamente retribuiti.

Durante l’intervista di Sky Tg 24, il Ministro Gaetano Manfredi vi ha chiamato “studenti”, invece di chiamarvi col giusto appellativo di “medici”. Non è qui che si concentra, forse, tutta la problematica?

Purtroppo temo che il Ministro Manfredi sia ben consapevole dei termini che utilizza pubblicamente. Parliamoci chiaro, cosa succederebbe se dichiarasse che per colpa delle sue decisioni, migliaia di medici si trovano costretti in panchina durante un’emergenza sanitaria? 

Qual è il vero problema dell’Italia secondo te? E’ possibile che ci sia un vero e proprio problema di fiducia nei confronti dei giovani? Non ti sembra che facciano davvero di tutto per “non farci lavorare”?

Purtroppo anche nell’ambito medico, come in praticamente ogni altro settore, l’impressione e proprio quella. Se il nostro Paese é caratterizzato da una cronica miopia rispetto alla programmazione del futuro, e una costante sfiducia verso i giovani, durante questa pandemia siamo andati oltre la soglia della follia.

Piuttosto che permettere finalmente a tutti i giovani medici candidati al concorso di accedere alle scuole di specializzazione per ridurre quelle che sono le carenze di specialisti che l’emergenza COVID ha reso palesi, si paralizzano le nuove risorse e si assumono medici in pensione, con una spesa ben maggiore per lo stato rispetto al costo degli specializzandi, ben consapevoli che gli anziani sono la categoria più a rischio di mortalità da Covid-19. Poi ci si chiede perché i bandi per medici vadano deserti.

Come ti senti riguardo al tuo futuro – anche, ma non soltanto, professionale – rispetto alla situazione che stiamo vivendo, Coronavirus, lavoro…

Se devo essere onesta mi sento molto sfiduciata, ero convinta che questa pandemia ci rendesse migliori, facendo aprire gli occhi alla politica che avrebbe finalmente investito su quei giovani che un giorno saranno responsabili della salute degli Italiani.

Purtroppo come avrete potuto capire tutto questo non è avvenuto, e le proteste che in questi giorni hanno portato migliaia di giovani medici a scendere nuovamente in tutte le piazze d’Italia sono l’ultimo disperato grido di ascolto. E la politica non si stupisca se, in un futuro non troppo lontano, a fronte dell’ennesima porta sbattuta in faccia i medici non ci saranno, perché saremo andati tutti all’estero, dove ci è permesso lavorare, senza tornare in un paese che non ci ha voluti.

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