Cultura

Il Memoriale all’Olocausto di Berlino e tutti i monumenti dedicati

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Esiste, a Berlino, un monumento di importanza fondamentale. Si tratta infatti del Memoriale dedicato alle vittime dell’Olocausto, inaugurato nel 1999. Ma come è nato e dove si trova?

Il Memoriale dell’Olocausto, o Memoriale per gli ebrei assassinati d’Europa, in tedesco Denkmal für die ermordeten Juden Europas, è situato nel quartiere Mitte di Berlino. Nel cuore della città, è composto da un campo che comprende 2711 stele, e accoglie più di 500mila visitatori ogni anno. La struttura del monumento rende apparentemente le stele tutte uguali, ma in realtà la loro altezza varia per poter disorientare il visitatore, provocando un senso di profonda solitudine. La struttura del monumento inoltre rende possibile seguire un percorso sotterraneo, che tratta alcune vicende personali delle vittime con testimonianze audio e video.

Il Memoriale all’Olocausto di Berlino: come nasce?

Ma come si è arrivati a selezionare questo progetto? Tra il 1988 e il 1989, subito dopo la caduta del muro, alcuni tra scrittori, politici e persone di cultura, mostrarono il loro interesse alla realizzazione di un monumento che ricordasse le vittime dell’Olocausto. Lanciarono così un appello, che partì solo nel 1994, con il primo bando per la selezione dei progetti. Non ci fu, però una definitiva assegnazione. Si deve aspettare infatti il 1997, quando, con il nuovo concorso pubblico, vennero chiamati a partecipare diversi artisti e architetti. Ancora, l’approvazione definitiva del Memoriale avvenne solo nel 1999, in particolare il 25 giugno. Ufficialmente, i lavori cominciano il 1 aprile 2003. La posa dell’ultima stele, secondo il progetto dell’architetto Peter Eisenman, e dell’ingegnere Buro Happold, avviene il 15 dicembre 2004.

Per l’inaugurazione definitiva, comunque, dobbiamo aspettare il 10 maggio 2005. Il parlamento federale tedesco, il 3 luglio 2009, approva una modifica che tiene in considerazione anche le altre vittime dell’Olocausto, come i sinti, i Rom e gli omosessuali. «La Repubblica Federale di Germania erige un Memoriale a Berlino per gli omosessuali perseguitati dal Regime Nazionalsocialista. Con questo memoriale, la Repubblica federale di Germania intende: onorare le vittime delle persecuzioni e i loro morti, mantenere viva la memoria di questa ingiustizia, creare un simbolo duraturo di opposizione all’inimicizia, l’intolleranza e l’esclusione dei gay e delle lesbiche»: così il Bundestag approva già nel 2003 la costruzione di un monumento dedicato alle altre vittime.

Tutti i monumenti europei dedicati all’Olocausto

Uno dei più famosi è sicuramente il Memoriale di Auschwitz: costruito nello stesso luogo del campo di sterminio, accompagna i visitatori all’interno del campo. Rappresenta, infatti, la naturale “destinazione finale”, dove si entra ma non si esce. L’atmosfera cupa rende carica di significato la visita del più crudo e pesante monumento alle vittime. A Westerbork, in Olanda, nonostante gli altoparlanti diffondano una voce chiaramente olandese, incomprensibile ai più, l’aria è triste e pesante. Le voci leggono infatti e lettere che Etty Hillesum scrisse durante i suoi internamenti a Westerbork, lo stesso campo di Anna Frank e Edith Stein.

Un altro commovente Monumento si trova a Mathausen, in Austria. La particolarità di questa opera sta nell’area all’interno della quale si trovano tutti i monumenti che le varie nazioni delle vittime hanno, con il tempo, fatto realizzare. Esiste poi il Memoriale centrale, e il suo centro di documentazione, che in maniera eccellente si occupano di narrare i fatti. Mentre i vari monumenti all’ingresso colpiscono proprio per la loro cruda e spaventosa presa di coscienza: invitano alla riflessione. Esiste un monumento anche in Italia, a Trieste. Si tratta infatti della Risiera di San Sabba, che sorge sul violento campo di concentramento italiano, dotato recentemente di un archivio storico.

Esistono tanti Memoriali, che accompagnano il visitatore o che semplicemente documentano i fatti, o che ancora vogliono rimandare a una suggestione. Ciò che accomuna tutti i monumenti, che sono e saranno sempre arte a tutti gli effetti, è la volontà di non dover, in nessuno modo, dimenticare ciò che è accaduto, per dare voce a chi, purtroppo, non è riuscito a difendersi.

Marianna Soru

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