Nella seconda serata del Festival di Sanremo, Lorena Cesarini, co-conduttrice al fianco di Amadeus, ha fatto un monologo sul razzismo. L’attrice, commossa, ha parlato del fenomeno discriminatorio leggendo alcuni degli insulti a lei rivolti pubblicati sulla rete. Immediata la reazione del pubblico a casa, che si è diviso sul tema in questione parlandone sui social.
Perché il monologo di Lorena Cesarini è risultato divisorio
Si tratta della storia che si ripete: come ogni anno i monologhi presentati dagli ospiti di Sanremo, in questo caso da Lorena Cesarini, risultano divisori. Anche il monologo dell’anno scorso, servito sul palco dalla giornalista Barbara Palombelli, aveva creato delle polemiche.
La donna al centro della contesa social è la Cesarini, attrice italiana di origine senegalese. La consacrazione dell’artista è arrivata al grande pubblico grazie alla performance ottenuta nella serie Suburra.
Lorena Cesarini, ieri sera, ha raccontato il razzismo tramite le accuse di cui è stata vittima. “Non se lo merita, l’hanno chiamata perché è nera“, e ancora “Ecco che arriva l’extracomunitaria.” Solo alcune delle frasi apparse sui social quando è stata annunciata la sua partecipazione alla famosa competizione canora.
Per educare al meglio le nuove generazioni – e non solo – è buona usanza trasmettere degli ideali positivi sui media più frequentati e durante gli eventi soliti a riscuotere grande successo. Tuttavia, il discorso dell’attrice ha sollevato delle polemiche.
Realtà o ipocrisia?
Il discorso è questo: va bene schierarsi per gli ideali più genuini, ma ha senso fare gli yes man totalmente accondiscendenti senza possedere dello spirito critico? Oltre alle recriminazioni mostrate da persone ignoranti e solite alla discriminazione (non solo razziale, ma di qualsiasi tipo), sui social alcune voci hanno giudicato banali le parole della Cesarini. Ma non si tratta solo di sconosciuti, che sotto scudo dell’anonimato garantito dai profili Twitter e Facebook, hanno criticato la performance dell’attrice di Suburra. La giornalista Selvaggia Lucarelli, per esempio, ha giudicato il monologo retorico e caratterizzato da vittimismo. Il voto assegnato dalla giornalista sul quotidiano Domani è stato di 1 su 10. Secondo lei è inutile farsi bandiera della lotta contro il razzismo, se al contempo di distruggono altri ideali. Per esempio, Lorena Cesarini, ha esordito ringraziando Amadeus “come una specie di Dio Giano”, per usare le parole della Lucarelli. Impossibile che nessuno si ricordi le parole rivolte dal presentatore di Sanremo nei confronti di Francesca Sofia Novello? “L’ho scelta per la bellezza, ma anche per la capacità di stare accanto a un uomo (Valentino Rossi n.d.r.), stando un passo indietro”.
Insomma, impossibile negare che ci sia aria di ipocrisia nei monologhi di Sanremo. Che sia il caso di affrontare certi discorsi in modo più approfondito e in contesti più consoni?
Michela Foglia
Seguici su Facebook





