Il neo-nominato Primo Ministro francese Sébastien Lecornu ha nominato domenica un nuovo governo, mentre è sotto pressione per presentare urgentemente un bilancio e sedare le turbolenze politiche. Il capo dello Stato aveva dato “carta bianca” al premier, fedelissimo. Ieri, ci sono volute oltre tre ore, da quando Lecornu si è recato all’Eliseo alle 18,40 con la lista di nomi a quando è stata comunicata l’intera squadra in tarda serata.
Macron aveva fretta, perché sarebbe dovuto partire in nottata per l’Egitto e non aveva intenzione di decollare per sostenere “l’attuazione” del piano di pace tra Israele e Hamas al Cairo lasciando un Paese con il grosso punto interrogativo della legge di Bilancio e senza governo.
In questo nuovo governo francese di Lecornu ne fanno parte alcuni ministri che erano già nel suo precedente esecutivo e diversi “tecnici”, ossia persone non direttamente legate alla politica, ma esperte degli argomenti di cui si dovranno occupare. Il governo dovrebbe essere sostenuto dalla coalizione centrista del presidente Emmanuel Macron con l’appoggio esterno dei Repubblicani.
È immediatamente operativo: in Francia per entrare in funzione non ha bisogno di superare un voto di fiducia, come accade in Italia, ma solo di non cadere per un voto di sfiducia. Sono già state presentate due mozioni per sfiduciarlo, da parte di La France insoumise (sinistra radicale) e del Rassemblement National (estrema destra): saranno votate dall’Assemblea Nazionale in settimana. Lecornu ha detto che il governo ha l’obiettivo specifico di far approvare la contestata legge di bilancio entro fine anno, cioè il passaggio su cui sono caduti entrambi i suoi predecessori, Michel Barnier e François Bayrou.
Il governo è composto da 35 ministri: il ministro della Giustizia Gérald Darmanin, quello degli Esteri Jean-Noel Barrot e quella della Cultura Rachida Dati sono stati riconfermati. Tra i nuovi ci sono il prefetto di Parigi Laurent Nuñez, che è stato nominato ministro dell’Interno al posto di Bruno Retailleau, il direttore generale della società ferroviaria SNCF Jean-Pierre Farandou, nominato ministro del Lavoro, e l’ex direttrice di WWF Francia Monique Barbut al ministero della Transizione ecologica.
Le nuove nomine non hanno modificato di molto gli equilibri di quello precedente, dato che riuniscono persone che provengono dai partiti di destra e di centro che hanno governato il paese dal settembre del 2024. Dodici ministri provengono dal precedente governo, sei erano già stati ministri durante la presidenza Macron, tre sono stati scelti tra la cosiddetta “società civile”, dieci sono già dei parlamentari.





