Il Comitato per i Nobel a Oslo ha assegnato il premio Nobel per la Pace alla leader dell’opposizione al dittatore venezuelano Nicolàs Maduro, Maria Corina Machado. Il riconoscimento le è stato conferito per aver «difeso, con coraggio e determinazione, i principi democratici e i diritti umani in un contesto di repressione e censura sistematica». Le autorità del Venezuela e le cancellerie internazionali hanno avuto delle reazioni contrastanti all’annuncio; la cerimonia di premiazione si svolgerà il prossimo 10 dicembre nella capitale della Norvegia.
Chi è Maria Corina Machado, vincitrice del Nobel per la Pace
Nata a Caracas nel 1967, Maria Corina Machado è ingegnere industriale; nei primi anni Duemila si è avvicinata alla politica con la fondazione di Súmate, un’organizzazione civile impegnata nel monitoraggio elettorale. Nel 2013 ha fondato il partito liberale e pro-democrazia Vente Venezuela, apertamente contro Maduro. Nel 2023 ha ottenuto un ampio consenso alle primarie dell’opposizione, per poi essere interdetta per quindici anni dalla possibilità di ricoprire cariche pubbliche. A gennaio del 2025 è stata brevemente arrestata e poi rilasciata. Da mesi vive in clandestinità, ricercata e minacciata dal regime.
Il conferimento di questo premio ha un forte valore simbolico. È raro, infatti, che il Nobel per la Pace vada a un’esponente dell’opposizione ancora in piena attività politica sotto regime autoritario. La scelta appare come un segnale da parte del Comitato nei confronti della comunità internazionale, riguardo alla gravità della situazione sociale e civile del Venezuela. Lo scorso anno aveva attribuito il Nobel all’organizzazione giapponese Nihon Hidankyo, per i suoi sforzi per mettere al bando le armi nucleari.
Federica Checchia





